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Storia economica di Roma antica, dalla fondazione della città al crollo dell'Impero

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5 inoltre, sicuramente ben sviluppate la caccia e la pesca, mentre l’artigianato ed il commercio erano poco rilevanti. 1 Il carattere prevalentemente pastorizio di quest’epoca arcaica è attestato da una moltitudine di differenti fonti, tra cui quelle, religiose, per esempio, con la venerazione del lupo come animale sacro (rito dei Luperci o la stessa leggenda di Romolo e Remo allattati da una lupa) temuto per la sopravvivenza del bestiame e venerato come oggetto di culto totemistico. Un ulteriore esempio estremamente significativo è quello riportato da Varrone, che mostra come il nome del denaro, pecunia, era derivato da pecus, ovvero bestiame, il primo mezzo di scambio nella vita regolata dal baratto. 2 L’allevamento era, in particolar modo, composto da bovini, capre, pecore e suini, ma erano, tuttavia, presenti anche cavalli, anche se non in gran numero in quanto molto costosi (la plebe preferiva di gran lunga l’asino, importato dall’Egeo). 3 1 Tesi condivisa da molti autori; si veda, in particolare: De Martino, F., Storia di Roma Antica, Firenze, La Nuova Italia Editrice, 1980, pag 2 e 3. 2 Marco Terenzio Varrone (116 – 27 a.C.), De lingua latina, trad. it. La lingua latina, tratta da Opere di Marco Terenzio Varrone, antologia a cura di Antonio Traglia, Torino, 1974. Il passo che segue e le informazioni sull’autore sono tratte dal testo Maiores, Bergamo, Edizioni Scolastiche Bruno Mondadori, 1997 10 , trad. C. Annaratone, pag. 177. Il De lingua latina rappresenta il primo trattato di linguistica latina, opera interessante e curiosa che, oltre a quello citato nel testo fornisce molti altri interessanti esempi, sulla provenienza di molte parole agricole, tra cui, il seguente, tratto dal libro 5: «Così si chiamano vie (viae) quelle per cui si effettuavano i trasporti (vehebant); il luogo dove si camminava (ibant) dal camminarvi (itu) si chiamò cammino (iter); un passaggio angusto si chiamò sentiero (semita) poichè si trattava di un mezzo cammino (semi-iter) [...] Il campo fu chiamato fondo (fundus) poichè sembrava il fondamento (fundamentum) del bestiame e del denaro: oppure perchè dà (fundit) molti frutti ogni anno [...] Il podere (arvus) e le arature (arationes) derivano da arare (arando). L’incavo che il vomere dell’aratro scopre (sustollit) si dice solco (sulcus); il mucchio di terreno che viene scoperto (proiecta) porca (porca). Prati (prata) si dicono quei terreni che sono senza lavoro alcuno, pronti a dare frutti (sine opere parata). Pel fatto che ogni anno si compiono di nuovo (rursum) le stesse cose e di nuovo (rursus) se ne ricavano prodotti, così vengono chiamati i campi (rura)» 3 Varrone, De re Rustica, trad. it. Il fondo rustico, tratto da Opere di Marco Terenzio Varrone, antologia a cura di Antonio Traglia, Torino, 1974. Opera all’apparenza indirizzata all’istruzione pratica del fattore, come il De Agricultura di Catone, ma che in realtà mirava ad estetizzare la vita di campagna ed a esaltare l’ideologia romana del proprietario terriero.
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Storia economica di Roma antica, dalla fondazione della città al crollo dell'Impero

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Informazioni tesi

  Autore: Luca Leonardo Garofalo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università Carlo Cattaneo - LIUC
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale
  Relatore: Anna Maria Falchero
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 170

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