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Rappresentazioni materne e paterne nella genitorialità

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5 In una coppia in cui i due partners hanno un rapporto soddisfacente, gratificante basato su un sufficiente grado di differenziazione del sé, la loro relazione permetterà al bambino un inserimento in un nucleo familiare ‘sufficientemente buono’. Un contesto familiare emotivamente ed affettivamente sano riconosce al figlio il suo ruolo di persona autonoma con desideri e bisogni propri e gli offre amore per quello che è e non per quello che altri, attraverso complessi processi proiettivi, vorrebbero che fosse. Il figlio non viene vissuto come un’estensione della coppia ma rimane, in parte, il luogo delle proiezioni e dei desideri dei suoi genitori. La misura di ciò è data da quanto essi si vivono, a loro volta, deludenti di fronte ai desideri introiettati dei loro genitori. Al fine di costruire lo spazio affettivo che accoglierà il bambino, la coppia deve affrontare l’impegno di avvicinare sempre più il figlio fantastico e il figlio reale. Questo lavoro risulta possibile in misura proporzionale alla riuscita del processo di differenziazione ed autonomizzazione dai genitori interni; all’elaborazione delle crisi e dei conflitti che accompagnano il periodo della gravidanza che si rivelano necessari per la ristrutturazione della relazione di coppia e per la preparazione dei partners al ruolo di genitori. Il modello genitoriale di una coppia non funziona come quello di un’altra, né può rimanere costante e rigido durante lo sviluppo del bambino. I bisogni, le esigenze cambiano e le risposte devono essere rivisitate e modificate, anche in tempi veloci, al fine di evitare l’arresto della crescita o fratture difficilmente superabili. La genitorialità si esprime sulla base della capacità relazionale ed affettiva costruita dalla coppia che viene trasmessa poi al bambino. In questo contesto, è necessario che i genitori, in grado di distinguere il figlio reale da quello fantasticato, promuovano un adattamento ed un atteggiamento pedagogico congruente alle diverse fasi evolutive del figlio. Il processo genitoriale non si declina come quello coniugale in quanto, mentre nella coniugalità la dimensione dell’affettività è data dalla distinzione, prima, e dall’unificazione, poi, degli opposti maschile e femminile, nella genitorialità la rappresentazione simbolica dell’affettività si esplica nel ruolo materno ed in quello paterno che garantiscono e definiscono la crescita e lo sviluppo individuale del bambino. L’obiettivo evolutivo della genitorialità riguarda la crescita fisio- psico-sociale di un figlio; mentre la coniugalità definisce la natura e la qualità della relazione complementare tra i due partners, cioè la capacità di sostenere una relazione affettiva matura. Il percorso dell’incontro di coppia, nella condivisione regressiva di spazi d’intimità (dove viene concepito il bambino) continua e prosegue

Anteprima della Tesi di Mirca Montanari

Anteprima della tesi: Rappresentazioni materne e paterne nella genitorialità, Pagina 3

Diploma di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Mirca Montanari Contatta »

Composta da 55 pagine.

 

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