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Il quartiere Shahhadin

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5 letterari, molto utili per critici e studiosi, ma per me sono solo carta straccia che è stata cancellata da “Le lampade azzurre” ! !. Dice di se stesso: Io sono uno scrittore che lotta e un allegro essere umano: la lotta ha la sua allegria, la sua felicità e il suo massimo piacere, quando ti rendi conto che la vita ti è stata donata per salvare le vite degli altri, di alcuni non conosci neanche le loro facce, ma sei sicuro che il tuo cuore possa salvarli dalle grinfie della paura, della fame e della meschinità, e che sia degno di sacrificarsi per questa causa, non solo per piacere, ma per spirito di sacrificio, arrivando anche a morire per questo. La mia consapevolezza di esistere è accompagnata dal trasferimento delle mie esperienze e delle prove che devo affrontare, alla coscienza: le prime esperienze sono state quelle al quartiere paludoso di Alessandretta in cui sono cresciuto, e così sarà l’ultima prova, quando me ne andrò da questo mondo, come è lottare standoci in mezzo, tutto questo in nome della promessa di ridare la vista alla gente, per aiutarla a salvarsi dal fango dell’ignoranza, e a condurli verso la conoscenza, che è il primo passo nel grande cammino verso un domani migliore ! !. Una presenza pressoché costante nell’opera di Ḥanna Mīna è sicuramente il mare, da lui amato ardentemente e appassionatamente; del suo amore per il mare dice lui stesso: Il mare è sempre stato la mia fonte di ispirazione, e la maggior parte delle mie opere sono bagnate dalle acque delle sue onde fragorose; mi domando: l’ho forse fatto intenzionalmente? Rispondo: all’inizio non ho fatto nulla intenzionalmente, visto che la mia carne è quella di un pesce di mare, il mio sangue è acqua salata, la mia lotta con il denaro è stata la lotta di una vita e le tempeste hanno inciso la mia pelle come un tatuaggio. Quando qualcuno gridava: oh mare! Rispondevo io! Il mare sono io, lì sono nato e lì desidero morire…sapete che significa essere la moglie di un marinaio? Lei viene battezzata con l’acqua del mare, non con l’acqua del Giordano come Giovanni Battista! Chiedo a voi: non sarebbe strano, stare sulla riva del mare e non conoscerlo? Non scrivere di lui? Non correre un rischio, anche necessario? La nostra letteratura araba, sia moderna che antica, è piena di immagini di questo mondo, che è il mondo, e quello che sta al di là di esso, cioè la terraferma, ne fa parte!? Il marinaio non pesca nella padella! E non si siede sulla riva ad aspettare una misera sardina! Lui

Anteprima della Tesi di Letizia Guardelli

Anteprima della tesi: Il quartiere Shahhadin, Pagina 3

Tesi di Laurea

Facoltà: Studi orientali

Autore: Letizia Guardelli Contatta »

Composta da 397 pagine.

 

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