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La concezione della bellezza nell'opera di Stendhal

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XIII 5.2 Il tempo nel romanzo Non è un caso che Lukács introduca la trattazione del tempo proprio all’interno del romanzo del “romanticismo della disillusione”; è infatti grazie al tempo, inteso come durata 29 , che si esplicita il fallimento di questo tipo di romanzo. Non è tanto l’astrattezza dell’ideale perseguito dall’eroe, ma lo scorrere del tempo che fa emergere “la discrepanza di idea e realtà” 30 propria della nostra epoca. Come scrive Lukács: “La soggettività non è in grado di non perdere terreno nei confronti del fluire costante, monotono del tempo” 31 . 29 G. Lukács intende per tempo effettivo la durée bergsoniana: “Soltanto la forma del trascendentale esilio dell’idea, il romanzo, introduce nella serie dei suoi principi costitutivi il tempo effettivo, la durée bergsoniana” (Lukàcs, op. cit., p.150). Henri Bergson in uno dei suoi primi scritti, Saggio sui dati immediati della coscienza, distingue il tempo spazializzato, proprio dei procedimenti scientifici, dal tempo vissuto, ossia la durata effettiva e interna della coscienza. Il tempo vissuto a differenza di quello spazializzato, il quale è frutto di un’operazione dell’intelligenza che riduce all’omogeneo, ossia a distinzioni e rapporti soltanto quantitativi e perciò misurabili, è sempre intrinsecamente diverso, incommensurabile, qualitativamente eterogeneo. Eppure il tempo vissuto dà più l’idea di un tempo reale perché non semplifica la coscienza come tanti atomi distinti e isolati di cui essa ne sarebbe il semplice aggregato o la somma, ma, al contrario, la riconosce come un’unità profonda e complessa. Nel tempo vissuto non ci possono essere rapporti meccanici fra i singoli momenti, in quanto ogni momento è intrinsecamente qualificato dalla sua unità con tutti gli altri. Un ruolo importante svolge in questo senso la memoria in quanto, tramite la memoria, in ogni istante della nostra vita confluisce l’intero nostro passato, e questo spiega perché la durata, come tempo vissuto, sia irreversibile e perciò stesso reale, al contrario dell’astratto tempo spazializzato considerato invece reversibile. (Cfr. Adorno, Gregory, Verra, Manuale di storia della filosofia 3, Edizioni Laterza, Roma-Bari 1996, pp.287-288) 30 G. Lukàcs, La Teoria del Romanzo, op. cit., p.150 31 Ibid.

Anteprima della Tesi di Sara Castagnacci

Anteprima della tesi: La concezione della bellezza nell'opera di Stendhal, Pagina 13

Tesi di Laurea

Facoltà: Filosofia

Autore: Sara Castagnacci Contatta »

Composta da 178 pagine.

 

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