Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

La concezione della bellezza nell'opera di Stendhal

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

III Non è un caso che Adorno nella Teoria Estetica 3 citi più di una volta una delle famose frasi stendhaliane, ovvero che la bellezza è promessa di felicità. Se Stendhal nascondeva la felicità che una lettura divertente gli procurava, è perché in tale felicità si nascondeva a sua volta qualcosa di più pericoloso: la perdita del senso della realtà propria della dimensione ‘romanzesca’. Ma ancora di più, l’appassionato lettore era già abbastanza scaltro da comprendere che tale felicità era apparente. Chiuso il libro, si riaffacciava minacciosa la sua quotidianità. Perciò, per meglio goderla, bisognava dissimulare questa felicità e tuttavia tale dissimulazione conteneva un po’ di verità nella consapevolezza dell’apparenza, cioè della falsità di ciò che faceva intravedere come vero. Il paradosso dell’arte è per Adorno proprio un ‘dire disdicendo’. Alla base di questo paradosso sta il concetto, anch’esso di conseguenza paradossale, dell’autonomia dell’arte. Il concetto dell’ art pour l’art contiene già in sé quello opposto della mimesis del mondo. L’arte può essere una rappresentazione del mondo solo se è supposta la sua autonomia dal mondo; in altre parole, l’arte solo dal proprio interno può riflettere il mondo. Un’arte che non fosse consapevole di ciò, risulterebbe solo astratta e verrebbe meno al fine che si è prefissata, ovvero quello di proporre una valida alternativa al ‘tutto vigente’. L’autonomia dell’arte comporta allora che essa sia ad un tempo apparenza ed essenza; vale a dire che solo manifestando la propria apparenza, il suo essere forma e quindi finzione, può arrivare alla sua essenza. Il concetto di autonomia dell’arte trova, a mio avviso, una sua conferma proprio nel romanzo stendhaliano. Per Stendhal il romanzo è uno specchio che ci portiamo dietro lungo la strada e che riflette indifferentemente il brutto e il bello della realtà. Secondo questo punto di vista, allora il romanzo rispecchia la realtà 3 T. W. Adorno, Teoria estetica, Einaudi, Torino 1975

Anteprima della Tesi di Sara Castagnacci

Anteprima della tesi: La concezione della bellezza nell'opera di Stendhal, Pagina 3

Tesi di Laurea

Facoltà: Filosofia

Autore: Sara Castagnacci Contatta »

Composta da 178 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4940 click dal 07/01/2005.

 

Consultata integralmente 5 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.