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La concezione della bellezza nell'opera di Stendhal

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IX 2.2 Il sublime Nella Storia della Pittura Stendhal descrive Michelangelo (quadro 6) come l’artista che più di tutti esprime “forza e terrore” 14 . Nel Giudizio Universale ad esempio Michelangelo, continua l’autore, “non si è limitato al genere non gradevole, ma è passato a quello terribile” 15 . Le opere di questo grande artista infatti non danno piacere, piuttosto intimidiscono: “Michelangelo sconvolge la nostra immaginazione sotto il peso della sventura. Tocca il dolore” 16 . Questo genere di sentimento si discosta dalla piacevole contemplazione che fa evadere dolcemente la nostra immaginazione in mondi lontani e getta invece l’animo in un turbine di sensazioni spiacevoli, come paura, terrore, dolore, sconvolgendo per intero la nostra immaginazione. Tale sentimento si avvicina molto a ciò che Edmund Burke 17 chiama sublime. Stendhal conosceva l’opera di Burke, Ricerca 14 Stendhal, Storia della pittura in Italia, op. cit., p.83 15 ivi, p.379 16 ivi, p.392 17 Edmund Burke (1729-1797) filosofo inglese. Il suo nome è legato all’opera Ricerca sull’origine delle idee di bello e sublime in cui l’autore presenta un’analisi del sentimento del bello e del sublime, dando per la prima volta una organizzazione sistematica del dibattito che aveva attraversato tutta la cultura inglese della prima metà del Settecento. In realtà l’analisi del sublime, come sentimento che si distingue dal bello, aveva radici più lontane. In un epoca incerta, fra il primo e terzo secolo dopo Cristo, in piena età ellenistica, comparse un trattato anonimo, attribuito allo Pseudo Longino, intitolato proprio Sul Sublime e conosciuto in tutta l’Inghilterra del tempo, dove si analizzava il sublime nell’arte oratoria. In Inghilterra il dibattito sul sublime si intrecciava con quello della poesia sacra e soprattutto nell’esaltazione della natura impetuosa. In Burke l’analisi del bello e del sublime si pone come analisi delle passioni. Egli distingue nettamente il bello dal sublime, definendo quest’ultimo come qualcosa che suscita terrore e insieme stupore; un piacere quindi che ci
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La concezione della bellezza nell'opera di Stendhal

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Informazioni tesi

  Autore: Sara Castagnacci
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Filosofia
  Corso: Filosofia
  Relatore: Giuseppe prof. Di Giacomo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 178

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