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Dinamiche relazionali e organizzative in un contesto ospedaliero

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8 Frequentemente si è incorso nell'errore di confondere burnout con frustrazione, cioè si sono considerati come dei sinonimi, ma Edelwin e Brodskj (1982), hanno specificato che la frustrazione non è il burnout. Il burnout significa apatia. Un grosso contributo allo studio del burnout è stato dato da Cary Cherniss che nel 1980 lo ha definito come una ritirata psicologica dal lavoro in risposta all'eccesso di stress e insoddisfazione. Sempre lo stesso autore nel 1983 ha dato una definizione più completa definendolo come un processo molto complesso articolato in più fasi dove all'inizio c'è uno squilibrio tra risorse disponibili e risorse richieste che genera una stress; a questo situazione segue l'immediata risposta emotiva caratterizzata da una sensazione di tensione, ansietà, fatica ed esaurimento. Tutto ciò porta ad una serie di cambiamenti nell’atteggiamento e nel comportamento, si ha la tendenza a trattare gli utenti in modo distaccato, meccanico, cinico, c'è perdita dell'idealismo che ha spinto l'operatore verso questa professione, c'è compromissione della propria identità professionale che porta ad avere una cattiva immagine di se, riduzione del livello di autostima, sentimento di impotenza e di passività, perdita del senso delle proprie capacità. Tutto questo può essere riassunto schematicamente in tre fasi: - stress lavorativo; - esaurimento dell'operatore; - accomodamento psicologico. Cherniss colloca questa sindrome dentro un preciso background socio-culturale economico, sostenendo che è collegata a cambiamenti sociali che sono avvenuti a partire dagli anni’60 negli Stati Uniti d’America e che si sono propagati successivamente nel resto del mondo occidentale. La modifica nelle persone della concezione lavorativa, gli innumerevoli significati individuali che esulano il solo compito di sostentamento contribuiscono a creare attese che il lavoratore difficilmente può soddisfare. Altri ancora (Berkley, Planning Associates), considerano il fenomeno un alienazione lavorativa, "il limite oltre il quale un operatore si separa, si ritira dal significato originale o dallo scopo del suo lavoro, il grado in cui un operatore esprime estraniamento dai pazienti, dai colleghi e dall'ente per cui lavora". Molto interessante è la tabella 1, proposta da Cherniss e tratta da Berkley, Planning Associates che rappresenta i segni e sintomi dello stress lavorativo e del burnout negli operatori dei servizi socio-sanitari.

Anteprima della Tesi di Silvia Cito

Anteprima della tesi: Dinamiche relazionali e organizzative in un contesto ospedaliero, Pagina 6

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Silvia Cito Contatta »

Composta da 107 pagine.

 

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