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Kabuto, Jingasa eMengu: evoluzione storica e studio dell'elmo giapponese con speciale riferimento agli esemplari delle civiche raccolte milanesi

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- - 15 1.1.1 Lo hachi e le sue forme Come spiega Arai Hakuseki, la parola hachi, ha origine dal cinese hai, termine che indica l’elmo o più precisamente una sorta di calotta, u. 4 Infatti, lo hachi è propriamente il coppo o bacino del kabuto, la cui funzione è, innanzi tutto, quella di proteggere la volta cranica del guerriero. Da un punto di vista strettamente morfologico, esistono due diverse tipologie di bacino: quelle di forma emisferica e quelle di forma conica. 5 Il fatto di privilegiare, di volta in volta, l’una o l’altra tipologia è sintomo dell’attenzione che i kacchū shi 6 impiegano nel proporre al samurai una difesa sempre più adatta alle diverse esigenze. In altre parole, la forma che il coppo assume è diretta conseguenza del momento storico contingente, oltre che risultato di precise scelte estetiche. Anzi, potremmo dire che la componente estetica finisce con l’assecondare le necessità di utilizzo pratico del manufatto. 7 In particolare, tra gli esemplari dotati di una calotta dalla caratteristica foggia “cranica” dobbiamo ricordare lo igaboshi kabuto, un elmo multilaminare, rinforzato da teste di grossi chiodi sporgenti, che propone una struttura compositiva rimasta invariata nel tempo. A questo proposito dobbiamo puntualizzare però che il suo assetto costruttivo si ripete non solo negli elmi di foggia sferica, come lo akodanari kabuto, un elmo dotato di una calotta a forma di incensiere, ma anche nei kabuto di foggia conica. Tra questi ultimi annoveriamo due modelli facenti parte della più ampia categoria degli elmi “in stile straniero”, nanban, ovvero il momonari kabuto e lo shiinari kabuto, la cui popolarità è saldamente legata alla forma stessa del bacino. Il primo presenta un coppo “a pesca”, mentre il secondo è dotato di una calotta a forma di mandorla. 4 Il termine u indica letteralmente una calotta a scodella. Cfr. ARAI Hakuseki, The Armour Book in Honchō Gunkikō, op. cit., p. 38. 5 Si tratta di una prima e generale distinzione, evidente fin dall’inizio della storia del kabuto. 6 Con il termine kacchū shi si indicano i diversi gruppi di armaioli. 7 In realtà, questo è evidente almeno fino all’inizio del periodo Tokugawa, dal momento che per gran parte di questo lungo periodo di pace, l’elmo, perduta la sua funzione primaria di difesa, divenne soprattutto un emblema di rango.

Anteprima della Tesi di Chiara Piovesan

Anteprima della tesi: Kabuto, Jingasa eMengu: evoluzione storica e studio dell'elmo giapponese con speciale riferimento agli esemplari delle civiche raccolte milanesi, Pagina 11

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere Moderne

Autore: Chiara Piovesan Contatta »

Composta da 247 pagine.

 

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