Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Kabuto, Jingasa eMengu: evoluzione storica e studio dell'elmo giapponese con speciale riferimento agli esemplari delle civiche raccolte milanesi

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

- - 9 l’obiettivo di approfondire le nostre conoscenze sul repertorio iconografico cui l’artista fa riferimento. Infatti, abbiamo cercato di comprendere e mettere in luce il valore simbolico e allegorico di ogni motivo o immagine attraverso i quali l’artista propone la propria visione del mondo del religioso, del naturale e del fantastico. Contemporaneamente, abbiamo operato un confronto tra manufatti diversi, soprattutto se appartenenti alla medesima tipologia. In questo modo, ci siamo resi conto del fatto che la collezione, costituita soprattutto da opere ottocentesche, comprende esemplari diametralmente opposti da un punto di vista qualitativo. Ciò testimonia l’esistenza in epoca Tokugawa di diversi tipi di produzione: accanto a manufatti utilizzati sul campo di battaglia, che versano oggi in uno stato di conservazione piuttosto precario, si collocano esemplari destinati a parate o cortei. Altri ancora, invece, di qualità modesta, erano prodotti per essere commercializzati. A questo proposito, ricordiamo che proprio lo studio complessivo delle opere di questa raccolta, ci consente di rilevare che si tratta di una collezione eterogenea, in gran parte composta da manufatti del XIX secolo. Questo ci permette di comprendere che i visitatori europei, grazie ai quali questi manufatti sono giunti nel nostro paese, non compravano necessariamente oggetti d’antiquariato, ma opere di recente manifattura apprezzabili per la loro bellezza e destinate alle residenze milanesi come oggettistica d’arredo. Per quanto riguarda i diversi testi di riferimento su cui ci siamo basati per la stesura della tesi, ricordiamo The Armour Book in Honchō Gunkikō, la traduzione di H. Russel Robinson della celebre opera di Arai Hakuseki. Il libro fornisce un valido compendio di tutto ciò che può essere detto in materia di kabuto, jingasa e mengu, oltre che di altre parti dell’armatura. Inoltre, è apprezzabile per il fatto di essere corredato da un gran numero di foto, schemi o disegni che esemplificano e chiariscono il testo. La sua importanza è data anche dal vasto repertorio lessicale che ci ha permesso di acquisire una certa padronanza con il vocabolario tecnico, specifico dell’argomento. In questo modo, possiamo seguire l’evoluzione delle diverse parti del kabuto e dei termini tecnici usati per indicare le diverse componenti. Tuttavia, proprio l’uso di alcune espressioni datate, che non trovano un’immediata corrispondenza con il lessico corrente, ci ha spesso costretto a un paziente lavoro di ricerca e confronto con altre fonti bibliografiche, in primis l’opera Arms and Armor of the Samurai: the History of Weaponry in Ancient Japan, di Ian Bottomley. Fondamentale alla stesura del secondo, ma soprattutto del terzo capitolo, è stato il contributo di due cataloghi “Spectacular helmets of Japan, 16th-19th century”, curato da

Anteprima della Tesi di Chiara Piovesan

Anteprima della tesi: Kabuto, Jingasa eMengu: evoluzione storica e studio dell'elmo giapponese con speciale riferimento agli esemplari delle civiche raccolte milanesi, Pagina 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere Moderne

Autore: Chiara Piovesan Contatta »

Composta da 247 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1208 click dal 11/01/2005.

 

Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.