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Kabuto, Jingasa eMengu: evoluzione storica e studio dell'elmo giapponese con speciale riferimento agli esemplari delle civiche raccolte milanesi

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- - 10 Noguchi Ichiyo, e “Draghi e Peonie. Capolavori della collezione giapponese”, curato da Francesco Civita. Le due opere ci hanno consentito diverse occasioni di confronto con manufatti per lo più del tipo kawari, permettendoci di fornire alcune interpretazioni sui possibili significati dei curiosi simboli araldici di foggia scultorea che s’innalzano sulla calotta e per i quali questi kabuto vengono definiti “straordinari”. Inoltre, alla puntuale trattazione dell’argomento da parte di Noguchi e alle considerazioni di Civita, si aggiungono anche i contributi di altri autori tra cui menzioniamo Turnbull e Bryant. Le loro opere, corredate da immagini o disegni, suggeriscono spunti e nuove prospettive di studio su aspetti della produzione del periodo Tokugawa che ci consentono di raggiungere una visione più approfondita del fenomeno. In particolare, lo studio di queste opere ci ha indotto a documentarci su tutti quegli aspetti della realizzazione di un elmo che non avevamo ancora preso in considerazione. Facciamo, ad esempio, riferimento alle tecniche di lavorazione dei metalli, o a quelle che coinvolgono l’uso della lacca e della lacca mescolata ad altre sostanze, come polveri o frammenti metallici. A questo proposito sarebbe allora altrettanto stimolante, in ragione di una migliore valutazione dell’intento comunicativo dell’artista, valutare meglio l’uso di quei materiali di cui abbiamo dato solo qualche accenno, come, ad esempio, il legno, le pellicce, l’avorio, ed ancor più il vetro, importanti nella realizzazione degli elmi kawari. Questi ed altri approfondimenti conforterebbero ancora una volta quanto si è voluto portare all’attenzione attraverso questo studio, cioè il fondamentale ruolo svolto dall’arte decorativa nella produzione armigera. Infatti, lo studio sistematico delle diverse fonti bibliografiche, ma soprattutto l’approccio diretto con kabuto, jingasa e mengu, ci ha consentito di comprendere che l’arte decorativa, applicata alle armi, vanta in Giappone una forte tradizione. Quindi il nostro lavoro è teso a dimostrare che il valore di questi oggetti è fondato sulla commistione tra funzionalità pratica, estetica e valenza simbolica. Infatti, ci preme sottolineare ancora una volta che kabuto, jingasa e mengu, da un lato, nascono come strumenti di difesa, ma, dall’altro, sono vere e proprie opere d’arte in cui l’artista sperimenta tecniche decorative di alto livello comuni ad altre forme dell’arte giapponese, proponendo un repertorio iconografico che attinge alla tradizione culturale e spirituale samuraica. Quindi abbiamo cercato di dimostrare che la bellezza di questi oggetti non è meramente legata alla modalità con cui i motivi decorativi vengono eseguiti, ma alla capacità che

Anteprima della Tesi di Chiara Piovesan

Anteprima della tesi: Kabuto, Jingasa eMengu: evoluzione storica e studio dell'elmo giapponese con speciale riferimento agli esemplari delle civiche raccolte milanesi, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere Moderne

Autore: Chiara Piovesan Contatta »

Composta da 247 pagine.

 

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