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Felicità e società nel pensiero di C.-A. Helvétius

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Mauro Bassetto, Felicità e società nel pensiero di C.-A. Helvétius, Università degli Studi di Torino, A.A. 1996/1997 1 1. La sensibilità fisica come principio primo La linea epistemologica della filosofia di Helvétius (1715-1771) è di ispirazione lockiana e non presenta variazioni rilevanti rispetto all’impostazione sensistica che aveva dato, in Francia, l’opera di Condillac 1 : Helvétius, con la riduzione del conoscere a sentire, porta alle estreme con- seguenze la gnoseologia condillachiana, che già si ispirava alla via fenomenistica tracciata da Locke. Il tentativo intrapreso da Condillac nel Traié des sensations (1754) di dimostrare come ogni realtà psichica debba intendersi alla stregua di una trasformazione, di una metamorfosi della sensazione, è ripreso e continuato da Helvétius nella sua opera più nota, il De l’esprit (1758), e nello scritto postumo intitolato De l’homme (1774) 2 . L’intero sistema etico, politico e antropologico che Helvétius edifica, riposa sulla base teorica offerta dalle tesi sensistiche e materialistiche che intorno alla metà del Settecento venivano di- battute dagli enciclopedisti. Se il filosofo francese non portò contributi sostanzialmente nuovi al problema della conoscenza, appropriandosi dell’impostazione gnoseologica di matrice lockiano- condillachiana, diversamente fu per le problematiche di tipo morale. Da Condillac, in particolar modo, acquisì la struttura epistemologica empiristico-sensistica come spiegazione di tutti i pro- cessi della vita psichica: la riduzione condillachiana dello psichico al sensibile, delle facoltà e at- tività umane al presupposto fondamentale della sensazione, della vita pratica e teoretica al prin- cipio sensibile, sembra per Helvétius un fatto acquisito. Tuttavia nel De l’esprit non si presenta la stessa istanza di derivazione funzionale del pensiero, caratteristica del Traité des sensations. Di quest’opera Helvétius eredita semplicemente l’esito e l’impostazione sensistica, che egli svi- luppa in chiave materialistica, senza preoccuparsi dell’analisi genetica delle operazioni dello spi- rito, ma piuttosto presupponendola come già assimilata. Dal suo antecedente culturale eredita di- rettamente il risultato e il significato filosofico, storicamente considerevole, del Traité des sensa- tions: la mancanza di salti metafisici tra il sensibile e l’intelligibile o, detto in altri termini, la ri- conduzione di tutte le operazioni dello spirito alla mera sensibilità. Se, da una parte, la riduzione sensistica helveziana corrisponde all’esigenza illuministica di sistematicità, dall’altra parte, tuttavia, può costituire un limite, un irrigidimento. Ernst Cassirer, ad esempio, riconosce la ragione della debolezza e scarsa originalità del De l’esprit proprio nel “livellamento cui va incontro la coscienza quando si nega la sua ricchezza di vita e la si conside- 1 L’influenza di Condillac sul sensismo helveziano è reale anche se Helvétius non la dichiara esplicitamente (non cita mai Condillac) e afferma il suo debito solo nei confronti di Locke (cfr.: J.-F. DE SAINT-LAMBERT, Essai sur la vie et les ouvrages d’Helvétius, in C.-A. HELVÉTIUS, Œuvres complètes, établies par Y. Belaval, Hildesheim, Georg Olms Verlag, 1967-69, vol. I, pp. 7-8). Il sensismo radicale sostenuto da Helvétius, infatti, non trova ancora espres- sione in Locke, mentre riceve la sua formulazione tipica nel Traité des sensations del Condillac. Per questo si è pro- pensi a ritenere che il sensismo helveziano sia in fondo una mera ripresa, in funzione etico-politica, della dottrina di Condillac. Un riferimento esplicito a Condillac, poi, avrebbe indotto i lettori dell’epoca a considerare la diversa concezione dell’anima e della libertà da parte dei due autori, e quindi a sottolineare un aspetto della dottrina di Hel- vétius che in sede di ritrattazione egli avrebbe avuto ogni interesse a lasciare in ombra. (cfr.: G.A. ROGGERONE, Controilluminismo. Saggio su La Mettrie ed Helvétius, Milella, Lecce, 1975, vol. II, p. 142). 2 Per il De l’esprit si veda: C.-A. HELVÉTIUS, De l’esprit, in Œuvres complètes, op. cit., voll. I-III; trad. it. parziale in Dello spirito, a cura di A. Postigliola, Editori Riuniti, Roma, 1970. Per il De l’homme, si veda: C.-A. HELVÉTIUS, De l’homme, in Œuvres complètes, op. cit., voll. IV-VI.
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Felicità e società nel pensiero di C.-A. Helvétius

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Informazioni tesi

  Autore: Mauro Bassetto
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1996-97
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Filosofia
  Relatore: Massimo Mori
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 116

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