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Felicità e società nel pensiero di C.-A. Helvétius

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1. La sensibilità fisica come principio primo 3 de conduite, ecc.) dipendente dalla particolarità delle esperienze personali. Più in generale, quando Helvétius utilizza il termine ragione, intende riferirsi allo spirito nel suo aspetto teoreti- co, cioè come facoltà conoscitiva di tipo intellettuale (o razionale, appunto). Per quanto riguarda la funzione o l’attività specifica dello spirito, molto chiara è l’analisi compiuta nel De l’homme: Che cos’è lo spirito in sé stesso? L’attitudine a vedere le somiglianze e le differenze, le convenienze e le sconvenienze che hanno tra loro i diversi oggetti. Ma qual è nell’uomo il principio produttivo del suo spiri- to? La sua sensibilità fisica, la sua memoria, e soprattutto l’interesse che ha di combinare le sue sensazioni tra loro. Lo spirito non è dunque in sé che il risultato delle sue sensazioni comparate; e il buono spirito con- siste nella giustezza della loro comparazione 7 . Lo spirito è qui concepito come l’attitudine a cogliere le somiglianze e le differenze (e cioè le relazioni) che gli oggetti hanno tra di loro e con noi che li osserviamo. Tutte le operazioni dello spirito si riducono così all’osservazione (observation) 8 empirica di relazioni tra oggetti. Quest’attività consiste nella comparazione (comparaison) 9 tra gli stati differenti attraverso i qua- li lo spirito passa. Questi suoi modi d’essere non sono altro che le varie sensazioni (o impressio- ni) attuali che esso prova nel rapporto con gli oggetti esterni, o le idee, cioè il ricordo delle im- pressioni passate degli oggetti e dei loro reciproci rapporti. La comparazione viene quindi intesa come l’osservazione alternata e attenta dell’impressione differente che fanno sul soggetto gli og- getti esterni. Attenzione e memoria sono le componenti essenziali del processo conoscitivo, la prima rispetto alla sensazione presente, la seconda rispetto alla sensazione trascorsa. Significati- va è la sintesi esposta nel De l’homme: che cos’è comparare? È osservare alternativamente e con attenzione l’impressione differente che fanno su di me questi due oggetti presenti o assenti. Fatta questa osservazione, giudico, cioè rapporto esattamente l’impressione che ho ricevuto. […] L’operazione di comparare […] non è altro che rendersi attento alle im- pressioni differenti che eccitano in noi gli oggetti o attualmente sotto i nostri occhi o presenti alla nostra memoria 10 . Esiste una proporzionalità diretta tra l’estensione dello spirito e la quantità di conoscenze ac- quisite sui rapporti tra gli oggetti, ovvero di comparazioni osservate: quanto più estese sono le nostre conoscenze tanto più grande è lo spirito 11 . Helvétius individua la sensibilità fisica come la comune fonte di tutte le operazioni dello spi- rito. L’uomo stesso, nella sua interezza, si riduce a sensibilità: “la sensibilità fisica è l’uomo stes- so, e il principio di tutto ciò che egli è. […] Tutto ciò che non è sottomesso loro [ai sensi] è inac- cessibile al suo spirito” 12 . La sensibilità è poi definita come “la facoltà di ricevere le impressioni differenti che fanno su di noi gli oggetti esterni” 13 , cioè la facoltà di “sentire sensazioni”. Le sen- sazioni, a loro volta, restano da concepirsi lockianamente come prodotti di oggetti esterni allo 7 De l’homme, sez. II, cap. XV, pp. 47-48. 8 Cfr.: De l’esprit, disc. IV, cap. XIV, pp. 105-106. Cfr. anche: De l’homme, sez. X, cap. I, nt. a, p. 72. L’importanza dell’osservazione dei fatti è attestata, oltre che per la scienza, anche in ambito morale e politico, a di- mostrare la moderna mentalità scientifica di Helvétius: “i princìpi della morale e della politica, come tutti i princìpi delle altre scienze, devono stabilirsi su un gran numero di fatti e di osservazioni.” (Ivi, sez. II, cap. VIII, p. 232). Cfr. anche: Ivi, nt. 17, p. 151. 9 Cfr.: De l’esprit, disc. I, cap. I, pp. 210; De l’homme, sez. I, cap. VIII, nt. a, p. 56; sez. II, cap. III, p. 178; cap. XII, nt. a, p. 25. 10 Ivi, cap. IV, pp. 181-182+186. 11 Cfr.: De l’esprit, disc. I, cap. I, pp. 207 12 De l’homme, Concl. gén., p. 155. 13 De l’esprit, disc. I, cap. I, p. 190.
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Felicità e società nel pensiero di C.-A. Helvétius

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Informazioni tesi

  Autore: Mauro Bassetto
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1996-97
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Filosofia
  Relatore: Massimo Mori
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 116

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