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Felicità e società nel pensiero di C.-A. Helvétius

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Parte I: La costituzione dell’uomo 6 cui una stessa sensazione si rinnova alla nostra attenzione, oltrre che all’ordine di disposizione delle idee e all’attenzine prestata 22 . La memoria si distingue dall’immaginazione (imagination): la prima è “un chiaro ricordo de- gli oggetti che si sono presentati a noi”, la seconda “ una combinazione, un nuovo assemblaggio di immagini” 23 . Anche per Condillac, memoria e immaginazione si distinguevano semplicemente per un differente grado d’intensità della sensazione che riproducono. Si parla precisamente di memoria “quando richiama le cose in quanto passato”, e di immaginazione “quando le raffigura con tanta vivezza da parere presenti” 24 . In senso stretto, l’immaginazione è concepita da Helvé- tius come una rappresentazione delle idee attraverso immagini 25 . La sua utilità consiste fonda- mentalmente nella chiarificazione espositiva e nella maggiore efficacia comunicativa delle idee, attraverso il rivestimento degli astratti concetti filosofici e degli astrusi princìpi delle scienze con immagini sensibili (in funzione di metafora) più facilmente accessibili alla comprensione uma- na 26 . In ogni caso l’immaginazione non inventa idee (la produzione di idee è compito specifico dello spirito), ma solo immagini, cioè combinazioni di idee già formate: è piuttosto una facoltà combinatoria (di un materiale già dato), che non una facoltà produttrice ex novo. Questa precisa- zione salvaguarda dal considerare l’immaginazione come una facoltà intellettiva autonoma ri- spetto alla sensibilità fisica. La distinzione gnoseologica sensibilità-memoria (o facoltà di sentire – facoltà di ricordare) si traduce nella distinzione metafisica anima-spirito 27 . Mentre la sensibilità sovrintende all’anima, la memoria sovrintende allo spirito. Lo spirito, propriamente, è un assemblaggio di idee, sicché privato delle idee verrebbe meno la sua stessa ragion d’essere: lo spirito non sarebbe nulla senza idee o, non esisterebbe spirito privo del suo contenuto costitutivo. Allo spirito è congiunta la fa- coltà di ricordare, cioè la memoria, che gli consente di formulare idee e comparazioni tra gli og- getti (ossia giudizi). Al contrario, l’anima (âme) pare essere svincolata dalla contaminazione di idee o pensieri, ininfluenti o indifferenti alla sua esistenza e alla sua funzione. Mentre “non esiste affatto spirito senza idee”, non è così per l’anima, in quanto “né il pensiero né lo spirito sono ne- cessari alla sua esistenza. Fintanto che l’uomo è sensibile, ha un’anima. È dunque la facoltà di sentire che ne forma l’essenza” 28 . Dal momento che “il pensiero non è dunque assolutamente necessario all’esistenza dell’anima” 29 , non è quindi metafisicamente contraddittoria l’ipotesi di un’anima senza pensiero. È così che Helvétius può “materializzare” l’anima: essa non è una sostanza trascendente spiritua- le, ma un principio immanente e fisico dell’organismo. Se lo spirito si può intendere poi come un prodotto dell’educazione in senso lato, essendo determinato dal tipo di idee che questa origina 22 Cfr. il cap. “Dell’estensione della memoria” (De l’esprit, disc. III, cap. III, , pp. 183-205). 23 Ivi, disc. IV, cap. II, pp. 122-123. 24 CONDILLAC, Traité des sensations, Première Partie, cap. II, § 29, p. 60; trad. it. cit., pp. 49-50. L’immaginazione ha una forza rappresentativa ben superiore a quella della memoria, tanto che viene intesa addirittura come una “me- moria così viva da far sembrare presente quel ch’è assente” (Ivi, Seconde Partie, cap. XI, § 4, p. 182; trad. it. cit., p. 137). Nel suo senso più esteso, la funzione specifica dell’immaginazione è comunque combinare “qualità di oggetti per farne aggregati di cui la natura non offre nessun modello” (Ivi, § 6, p. 183; trad. it. cit., p. 137), cioè produrre composti di sensazioni (immagini, appunto) non esistenti in natura. 25 Cfr.: De l’esprit, disc. IV, cap. II, nt. 1, p. 123. 26 Cfr.: Ivi, cap. II, p. 135; cap. IV, p. 192. 27 Cfr. il cap. “Differenza tra lo spirito e l’anima” (De l’homme, sez. II, cap. II, pp. 161-177). 28 Ivi, p. 171. 29 Ivi, p. 172.
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Felicità e società nel pensiero di C.-A. Helvétius

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Informazioni tesi

  Autore: Mauro Bassetto
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1996-97
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Filosofia
  Relatore: Massimo Mori
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 116

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