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Comunità di destino. Educare alla complessità nell'era planetaria secondo il pensiero di Edgar Morin

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1.1 Una storia planetaria 1.1.1 Il Nuovo Mondo e un mondo nuovo L’era planetaria, afferma Morin, ha inizio alla fine del XV secolo, allorché quella piccola appendice dell’Eurasia – forte delle tecniche mediorientali acquisite nel corso del Medioevo – scopre un continente popolato da culture e divinità sino ad allora ignote 4 . Le prime interazioni microbiche e umane, gli scambi vegetali e animali e il commercio fra Antico e Nuovo Mondo, la conoscenza e la progressiva diffusione di tradizioni e nuovi sincretismi inaugurano un’epoca in cui ogni elemento si trova contestualizzato nella scena mondiale. Lo slancio impetuoso di quelle giovani e piccole nazioni d’Europa che si lanciano alla conquista del globo costituisce dunque l’incipit di un’epoca nuova che, attraverso l’avventura, la guerra, la morte, mette in comunicazione i cinque continenti nel bene e nel male 5 . Dal 1492, in modo irreversibile, le società, le culture, le lingue, le civiltà comunicano tra loro e diventano interdipendenti, mantenendosi d’ora in avanti in contatto stabile. La colonizzazione di terre sconosciute rivela la presenza di popolazioni di cui si ignorava l’esistenza. L’abbattimento delle barriere tra Europa e America, Asia e America, Europa e Africa sub-sahariana consente l’instaurarsi dei primi approcci di economia globale. Le colture, tradizionalmente legate ad un contesto regionale, si omogeneizzano diffondendosi nei diversi continenti e modificando le abitudini alimentari delle popolazioni. Lo sbarco sulle coste americane avvia una catastrofe umanitaria determinata altresì dal contagio di nuovi virus, trasmessi il più delle volte agli indigeni dagli animali addomesticati introdotti dagli europei. Questi ultimi, inoltre, esportano nel nuovo mondo l’utilizzo delle lingue originarie: spagnolo, portoghese, francese, inglese. In meno di cento anni, il pianeta – che si scopre frammentato e inciso da diversità impensate – trova nell’unificazione agricola, microbica e linguistica una nuova ricomposizione. Nei medesimi decenni, Magellano prova la sfericità del globo (1521) mentre Copernico (1473-1543) formula le intuizioni fondatrici di un sistema eliocentrico. Dalla conquista delle Americhe alla rivoluzione copernicana, un pianeta è nato e un cosmo è crollato 6 . Il mondo nuovo che scopre se stesso cerca ora le parole per raccontarsi e comprendersi. Come hanno scritto Gianluca Bocchi e Mauro Ceruti 7 : L’età moderna si aprì con la difficile impresa di estendere le conoscenze dal mondo chiuso all’universo infinito. Ma si aprì anche con l’impresa, altrettanto difficile, di imparare a vivere e ad abitare in un pianeta disperso nell’universo infinito, in un mondo contemporaneamente chiuso e aperto rispetto alle immense estensioni degli spazi siderali. Nelle origini stesse dell’età nuova, segnate dall’esplorazione di terre e di mari e dalla rivoluzione nei cieli, era presente una tensione 4 Morin, L’età del ferro planetaria, in Pensée aujourd’hui, supplemento a Nouvel Observateur, ottobre 1990. 5 Morin, L’identità umana, op. cit., p. 212. 6 Ibidem. 7 Bocchi-Ceruti, Origini di storie, op. cit., pp. 106-108. 21

Anteprima della Tesi di Marta Antoniolli

Anteprima della tesi: Comunità di destino. Educare alla complessità nell'era planetaria secondo il pensiero di Edgar Morin, Pagina 10

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Marta Antoniolli Contatta »

Composta da 162 pagine.

 

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