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Comunità di destino. Educare alla complessità nell'era planetaria secondo il pensiero di Edgar Morin

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- la controcorrente ecologica, che purtroppo non può essere accresciuta che dall’aumento del degrado della biosfera, e che costituisce già uno dei motori della seconda mondializzazione; - la controcorrente di resistenza all’invasione generalizzata del principio quantitativo, che si dedica alla preservazione del principio di qualità in tutti i campi a cominciare dalla qualità della vita. Tale corrente trae vigore dalle calamità provocate dalla trasformazione degli animali di consumo in oggetti industriali, dallo stravolgimento della loro alimentazione, effettuata con scarti della stessa industria alimentare (vedasi il caso “mucca pazza”); - la controcorrente di resistenza al primato del consumo standardizzato, che pure si manifesta sia con la ricerca della qualità, sia con la ricerca di un’intensità vissuta (“consumo”) o con la ricerca di una frugalità e di una temperanza; - la controcorrente della salvaguardia delle identità e delle qualità culturali, sviluppatasi come reazione all’omogeneizzazione planetaria; - la controcorrente, ancora timida, di emancipazione nei confronti della tirannia onnipresente del denaro, che si cerca di controbilanciare attraverso relazioni umane e solidali, con scambi di servizi, facendo arretrare il regno del profitto; - la controcorrente di resistenza alla vita prosaica puramente utilitaristica, che si manifesta attraverso la ricerca di una vita poetica, votata all’amore, all’incanto, alla passione, alla festa; - la controcorrente, ancora fragile, che, in reazione allo scatenarsi della violenza, alimenta etiche della pacificazione delle anime e delle menti 14 . 1.2 Descrivere l’era planetaria L’era planetaria, l’abbiamo appena visto, è una realtà di fatto. Le vicende storiche la testimoniano, ma ciò non implica che il nostro paesaggio mentale abbia imparato ad ospitarla. Conoscere i fatti è certamente il primo passo perché possiamo cominciare a comprenderli, ma, oggi, prendere coscienza di appartenere ad una storia planetaria comporta un ridimensionamento e un rimescolamento nei paradigmi tradizionali finora coltivati. Una coscienza planetaria richiede che ogni singolo individuo percepisca di essere inscindibilmente connesso, sotto ogni punto di vista, a tutti gli altri esseri umani della Terra e al pianeta stesso. Abbozzi – come li chiama Morin – di coscienza planetaria hanno iniziato a delinearsi solo a partire dalla seconda metà del XX secolo. Essi sono la conseguenza di una serie di elementi, quali: 1. La persistenza di una minaccia nucleare globale. Il richiamo alla grande paura virulenta del periodo 1945-1962 – dopo la disseminazione dell’arma atomica in nuovi stati – resta un forte fattore di coscienza planetaria. 2. La formazione di una coscienza ecologica planetaria. Lo sfruttamento illimitato e scriteriato delle risorse, un inquinamento esponenzialmente crescente e una degradazione progressiva minacciano di annientare la biosfera, di cui la specie umana è parte. A partire dagli anni Settanta, l’ecologia si pone come la scienza che studia la casa umana: la biosfera nel suo insieme. All’umanità è chiesto di preservarla, se vuole preservare se stessa. 14 Morin, L’identità umana, op. cit, p. 219. 24

Anteprima della Tesi di Marta Antoniolli

Anteprima della tesi: Comunità di destino. Educare alla complessità nell'era planetaria secondo il pensiero di Edgar Morin, Pagina 13

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Marta Antoniolli Contatta »

Composta da 162 pagine.

 

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