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Comunità di destino. Educare alla complessità nell'era planetaria secondo il pensiero di Edgar Morin

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3. L’entrata nel mondo da parte del terzo mondo. La decolonizzazione degli anni ’50-’60 ha fatto apparire sul proscenio del globo un miliardo e mezzo di esseri umani fino ad allora relegati dall’Occidente nei bassifondi della storia. I due terzi del mondo, che noi chiamiamo terzo mondo, sono entrati nel mondo. Che questa umanità ispiri paura o compassione, le sue tragedie, le sue penurie, la sua massa ci spingono continuamente a relativizzare le nostre difficoltà euro-occidentali, a mondializzare la nostra percezione e la nostra concezione delle cose umane. Di fatto, i problemi del terzo mondo (demografia, alimentazione, sviluppo) sono sempre più sentiti come i problemi del mondo stesso. Allo stesso tempo, e malgrado tutte le rinnovate chiusure etnocentriche, l’era planetaria induce a riconoscere sia l’unità dell’uomo che l’interesse delle culture che hanno diversificato questa unità. 4. Lo sviluppo della mondializzazione della civiltà 15 . E’ una tendenza che si sviluppa nel bene e nel male, comportando distruzioni culturali irrimediabili: omogeneizza e standardizza i costumi, le usanze, i consumi, i cibi (fast food), i viaggi, il turismo; estingue lingue, culture, specie. Parallelamente, questa mondializzazione opera anche nel bene, poiché genera usanze, costumi, stili di vita comuni attraverso le frontiere nazionali, etniche e religiose che consentono di oltrepassare un certo numero di barriere di incomprensione fra individui o popoli. Sviluppa vasti settori di laicizzazione e di razionalità dove non intervengono più divieti e maledizioni religiose. Tuttavia crescono anche le controtendenze che, sacralizzando la nazione e l’etnia, ristabiliscono le chiusure e i rifiuti. 5. Lo sviluppo di una mondializzazione culturale. La scienza, la tecnica, la razionalità, la laicità erano prodotti storici singolari della cultura occidentale prima di diventare elementi di civiltà che si sono universalizzati. La successiva diffusione di questa civiltà, generalizzando nuovi modi di vita e di pensiero, crea alla fine una cultura cosmopolita, una cultura dell’era planetaria. Anche in questo caso, l’ambivalenza tra gli aspetti omogeneizzanti e degradanti e la possibilità di nuovi sincretismi, è consustanziale al processo. 6. La formazione di un folclore planetario. Nel corso del XX secolo i media hanno prodotto, diffuso, mescolato il cinema, la musica, il canto, le danze e i colori del mondo in un folclore mondiale a partire da temi originali nati da culture differenti. 7. La tele-partecipazione planetaria. Dagli anni Cinquanta e Sessanta la diffusione del mezzo televisivo ha fatto sì che il mondo arrivi quotidianamente nelle case in modo caleidoscopico, all’ora dei pasti, attraverso le immagini di inondazioni, cicloni, colate di lava o di fango, carestie, massacri, rivoluzioni di palazzo, attentati, olimpiadi, campionati mondiali e internazionali. Ormai non c’è evento, avvenimento, catastrofe che non sia captato da una telecamera e inviato a ogni 15 Va premessa una precisazione in relazione al significato che Morin attribuisce al termine civiltà. Richiamando l’etimologia tedesca, egli la definisce come “tutto ciò che può essere acquisito e trasmesso da una società all’altra, a differenza della cultura, ossia ciò che è singolare e specifico in una società. Pertanto, se la cultura è generica, la civiltà è generalizzabile; la cultura si sviluppa nella tradizione e nella fedeltà ai suoi principi specifici, la civiltà accumulando le proprie esperienze, in altri termini progredendo. Se inoltre la civiltà si oppone in particolare alla barbarie, la cultura si oppone alla natura. Cultura e civiltà determinano due polarizzazioni: ai termini singolarità, soggettività e individualità della prima corrispondono quelli di trasmissibilità, obiettività e universalità della seconda” (in Morin, Pensare l’Europa, op. cit., p. 58). 25
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Informazioni tesi

  Autore: Marta Antoniolli
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Bergamo
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze dell'Educazione
  Relatore: Fabio Dovigo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 162

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Parole chiave

antropologia culturale
compartecipazione planetaria
comunità di destino
educare alla complessità
educazione e globalizzazione
epistemologia moriniana
relianza

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