Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Comunità di destino. Educare alla complessità nell'era planetaria secondo il pensiero di Edgar Morin

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

Introduzione Nell’era planetaria, qualsiasi evento accada nel punto più remoto della Terra ha ripercussioni su tutto il resto del pianeta. Ora che il mondo è divenuto il villaggio globale, l’interdipendenza delle azioni individuali genera una sorta di teatro collettivo in cui si agitano istanze di molteplice provenienza. Attori di storie uniche e diverse, ci ritroviamo oggi ad essere allo stesso tempo protagonisti della medesima vicenda: quella della specie umana sul pianeta Terra. Certamente, la vita di homo sapiens è stata da sempre interconnessa a quella del pianeta, ma una particolare discontinuità storica oggi evidenzia con maggior forza tale condizione: la specie umana, avendo prodotto perturbazioni radicali al sistema Gaia da cui dipende, è ora in grado per la prima volta di annientare se stessa. E’ questa la premessa da cui muove il mio lavoro di tesi che si contestualizza all’interno del pensiero della complessità e ha come riferimento fondamentale l’opera di Edgar Morin. Attraverso una rilettura del versante antropologico della vasta bibliografia moriniana, lo studio assume come idea guida il concetto di comunità di destino – la prospettiva secondo cui sul futuro di ciascuno gravano minacce che legano il destino individuale a quello comune. La tesi è articolata in due parti. La prima (“L’età del ferro planetaria”), si sofferma sul processo che fa dell’epoca attuale un tempo di interdipendenza e, in particolar modo, analizza, attraverso l’interpretazione di Morin, le conseguenze antropologiche del fenomeno per cui ciascun membro della specie umana, dopo una diaspora di decine e decine di migliaia di anni, si ritrova in connessione – nel circuito della miseria o del comfort – con tutti gli altri frammenti dell’umanità dispersi sul pianeta. Quest’unità intersolidale, che tuttavia non riesce a risvegliare negli individui e nelle società il sentimento di appartenenza all’umanità, ci impedisce – poiché privi di una coscienza di specie – di uscire dall’età del ferro planetaria e di individuare e portare a compimento i tratti comuni che definiscono l’umanità dell’umanità. L’unità originaria della specie viene però oggi ribadita, in modo quasi ultimativo, dal nostro essere compartecipi e corresponsabili di un destino comune su cui è sospesa una spada di Damocle. Il degrado ecologico, lo spettro del terrorismo, la disseminazione e la miniaturizzazione dell’arma atomica, le derive di uno sviluppo sottosviluppato, l’alleanza delle vecchie e nuove barbarie travalicano i confini nazionali, minacciando indiscriminatamente l’intera specie umana, oggi per la prima volta nelle condizioni di annientare se stessa. Posta di fronte al nulla nudo dello sterminio, l’umanità potrebbe forse finalmente assumere la propria comunità di destino planetaria e trasformarla – conscia del proprio essere perduta in un mondo e in un cosmo votati anch’essi alla perdizione – in una comunità di progetto che realizzi la saggezza del vivere insieme nella sola casa comune: la Terra-Patria. Com’è possibile tradurre in azione tali propositi? Proviamo a rispondere a questa domanda nel corso della seconda parte (“Le finalità terrestri: sfide incrociate”), nella quale analizziamo, nello specifico, due settori ritenuti da Morin fondamentali al fine di coltivare e assumere la coscienza di comunità di destino. Il primo, che concerne la politica, considera come le molteplici questioni – propriamente antropologiche – che oggi rientrano nella sua sfera dovrebbero riconoscere ad essa una funzione e un contesto multidimensionali che possano consentirle di farsi carico della questione antropologica nella sua complessità. Poiché i 15

Anteprima della Tesi di Marta Antoniolli

Anteprima della tesi: Comunità di destino. Educare alla complessità nell'era planetaria secondo il pensiero di Edgar Morin, Pagina 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Marta Antoniolli Contatta »

Composta da 162 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6848 click dal 17/01/2005.

 

Consultata integralmente 12 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.