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La disciplina internazionale del commercio dei prodotti agricoli: l'Organizzazione mondiale del commercio e la Comunità europea

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x Giunto al termine di questo lavoro e di quella che spero essere solo la prima parte dei miei studi universitari, credo che sia doveroso ringraziare tutte le persone che mi hanno accompagnato e sostenuto in questi anni. Innanzitutto i miei genitori, mia sorella, e tutta la numerosa famiglia, che hanno accettato di buon grado la mia permanenza a Torino e mi hanno fatto letteralmente «sentire a casa» ad ogni mio ritorno, circondandomi di attenzioni e di affetto. Tutti gli amici che, a Como, come a Torino e a Wolverhampton, hanno fatto sì che questi anni, oltre che proficui, siano stati anche particolarmente piacevoli. Grazie in particolare a Gian Franco e Matteo, che mi hanno sopportato nel periodo di forzata inattività inglese; a Sara e Valerio, che mi hanno accolto nel loro appartamento al mio ritorno dall’Inghilterra; a Daniele, Marco e Valeria, che mi hanno spiegato pazientemente «come funzionano» gli ormoni e gli OGM; a Paola, che mi ha aiutato a vivere più serenamente la parte non accademica della mia vita; ed ovviamente ai miei insostituibili soci. Il Collegio Universitario R. Einaudi sì è dimostrato un ottimo luogo dove studiare, ma anche dove vivere; un grazie particolare agli amici del terzo piano, dove mi sono trovato molto bene. Last but not least, grazie al prof. Porro, che ha letto tutti i capitoli in tempi record, e i cui commenti e osservazioni mi hanno spinto costantemente ad andare al di là della mera descrizione della materia. Nella rocambolesca estate del 2001 ho avuto la fortuna di partecipare ad un progetto di sviluppo rurale nel nord del Mozambico. Nelle quattro settimane passate a Nacaroa ho potuto capire cosa vuol dire portare quindici litri d’acqua sulla testa, dipendere per la propria sussistenza dal raccolto di un fazzoletto di terra, lavorare tutto il giorno con la pancia vuota, e camminare due ore per tornare a casa. Credo di poter comprendere il privilegio di mangiare una gallina o di possedere una capra, l’apparente indifferenza delle madri africane di fronte alla nascita o alla morte dei loro figli, la rassegnazione di fronte alla febbre, alla tubercolosi, alla diarrea, alla malaria. Credo di comprendere l’importanza che l’agricoltura può avere nel rendere dignitosa la povertà, nel creare opportunità di sviluppo, nel valorizzare i più ovvi vantaggi comparati di cui beneficiano numerosi PVS e nell’avviare il circolo virtuoso dello sviluppo economico e sociale. Perché questo sia possibile, però, è necessario creare un sistema multilaterale degli scambi agricoli più giusto, libero dalle distorsioni di politiche agricole ormai obsolete, dove tutti gli stati possano partecipare ai benefici del commercio internazionale. È a tutti i contadini dei paesi poveri che questo lavoro è dedicato.

Anteprima della Tesi di Luca De Carli

Anteprima della tesi: La disciplina internazionale del commercio dei prodotti agricoli: l'Organizzazione mondiale del commercio e la Comunità europea, Pagina 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Luca De Carli Contatta »

Composta da 548 pagine.

 

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