Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

La costruzione dell'identità di gruppo: il caso Hideout

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

3 Francesca iniziò a coinvolgere altri amici. Hideout stava cominciando a sintetizzare il patrimonio genetico che avrebbe costituito la sua identità. Divenne un vero e proprio lavoro di gruppo: durante le riunioni, ogni venerdì della settimana, giorno di uscita di nuovi film, ciascun articolo scritto veniva letto a casa di Francesa, allora la sede ufficiale di Hideout, e dopo una discussione e commento, veniva pubblicato. La prima a dar man forte fu Giulia Rossi, la sua migliore amica, in breve arrivarono Mario Bonaldi, Alessio D’Agostino, Alberto Soragni e Giuseppe Scandiffio: sette persone in tutto. Dall'ottobre 2001 si è provveduto a redarre un certo numero di articoli, in modo da avere sufficiente materiale da caricare appena la programmazione del nuovo sito fosse stata terminata. Progressivamente la redazione si ampliava: entrarono Giacomo Freri e Guglielmo Maggioni, coinvolti da Alberto Soragni: nove membri. Il 18 marzo 2002 Hideout è on-line. La scelta del nero come colore di sfondo fisso del sito vuole essere un vero e proprio omaggio alla sala di proiezione, ricreando l’ambiente del buio cinematografico. La barra colorata doveva rappresentare la gamma di colori del prisma della luce che si divide nei colori primari, una sorta di rappresentazione cromatica degli elementi fondamentali del cinema che a livello astratto si esprime nel concetto: ex tenebris lux. Il nome e il logo Hideout restavano gli stessi per affezione all’idea iniziale, in continuità con un progetto personale e artigianale, frutto dei lavori, delle tensioni e aspirazioni dei due ragazzi che avevano ricreato un sogno ora in comunione con un gruppo più folto. Si cercò di dare agli obiettivi maggiore concretezza: la ricerca di un miglioramento continuo dei contenuti, di un confronto costante tra i membri del gruppo e con i nuovi collaboratori, si poneva nella prospettiva di una futura affermazione e riconoscimento nella realtà delle webmagazine di cinema. La specificazione del taglio che Hideout avrebbe voluto seguire in futuro (approfondimento, critica, scoop, notizie di servizio etc) non era stata tuttavia ancora determinata. C’era serietà e voglia di fare da parte di tutti, di collaborare per definire meglio l’oggetto dei propri sforzi. Il fatto che allora, come oggi, si lavorasse

Anteprima della Tesi di Fabio Falzone

Anteprima della tesi: La costruzione dell'identità di gruppo: il caso Hideout, Pagina 3

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Fabio Falzone Contatta »

Composta da 71 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3063 click dal 13/01/2005.

 

Consultata integralmente 2 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.