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La condizione giuridica dello straniero nella Costituzione Italiana

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- 7 - I loro rapporti erano regolati dallo ius civile o ius Quiritium; coloro che non appartenevano alla civitas erano peregrini, cioè stranieri. Questo tipo di organizzazione di Stato era del tutto diverso dai regna, le grandi monarchie barbariche dell’epoca, che livellavano tutti nella condizione di sudditi. Il territorio era proprietà del monarca, coloro che l’avevano in godimento erano dei semplici concessionari. Venendo a contatto con altri popoli, si pose il problema della legge da applicare ai rapporti che si andavano instaurando tra cives e peregrini, rapporti di natura privatistica, per lo più commerciali. Nella sua espansione, Roma usò due sistemi: federatizio e di annessione. Con il primo (federatizio) stringeva tanti foedera (trattati) con le varie città e faceva in modo che le varie città alleate gravitassero nella sua orbita (politica commerciale, difesa): esse, nei loro ordinamenti, conservavano la loro sovranità, propri organi, propria giurisdizione, leve, censo, moneta. Con il secondo sistema (di annessione) si aveva l’incorporazione di una comunità nello Stato romano:questa poteva avvenire con la concessione della cittadinanza piena (optimo iure) o limitata (civitas sine suffragio). Con l’incorporazione le singole comunità cessavano di esistere come civitas,però, ai fini amministrativi, esse continuavano ad avere organizzazioni autonome;furono chiamate municipia ed i loro membri municipes. In linea generale si può affermare (4) che l’espansione di Roma e l’affermarsi ____________________________________________________________________ 4) G.GROSSO, Lezioni di storia di diritto romano,TO Giappichelli ed.,1965,pag.259.

Anteprima della Tesi di Agnese Brocchini

Anteprima della tesi: La condizione giuridica dello straniero nella Costituzione Italiana, Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Agnese Brocchini Contatta »

Composta da 231 pagine.

 

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