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Il commercio di false reliquie nel Regno di Napoli

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14 1.6 Intellettualismo e Religiosità nel XVIII secolo. Il grave morbo del 1656 ha dato l’involontario avvio ad una nuova era. In tutto questo i Gesuiti sono stati accusati di essere poco caritatevoli nel periodo della peste; anche se altri membri dell’ordine insieme a: Camilliani, Teatini, Carmelitani Scalzi, Cappuccini ed Agostiniani si sono distinti per l’aiuto donato ai vari ammalati 17 . In questo periodo aumenta la polemica contro la manomorta soprattutto perché molti prelati predicano contro gli incettatori di beni, ma gli stessi si rifiutano, perfino davanti agli stessi tribunali ecclesiastici, di cedere anche una minima parte dei loro averi. La rivalità fra i Teatini ed i Gesuiti esplode nella gara ad attribuire al loro Santo (rispettivamente San Gaetano per i primi e San Francesco Saverio per i secondi) il merito di aver salvato Napoli. Il sinodo romano celebrato nel 1725 e l’anno successivo quello diocesano viene indetto a Napoli dal Pignatelli, ha visto l’opposizione di alcuni rappresentanti cittadini, i quali riuniti, in San Lorenzo, dichiarano di contestare il sinodo dandone notizia con pubblici cartelli. Il vicerè 18 non preoccupato da questo conflitto di interessi fra il clero ed i laici, fa palese che ha comunque il diritto di controllare e censurare la stampa. In tutto il Viceregno dilagano il malcontento e l’anticlericalismo raggiungendo tutti i ceti: dagli aristocratici ai popolari tanto che lo stesso Pignatelli ammetterà che la situazione stava degenerando, specie nei rapporti tra la Curia e le magistrature ___________________ 17. CFR. R. De Maio, Chiesa e religiosità a Napoli tra il Seicento e il Settecento, in Storia di Napoli Vol. VI. , 1971 18. Cardinale Federico Michele, Conte di Althann.

Anteprima della Tesi di Nizar Fanelli

Anteprima della tesi: Il commercio di false reliquie nel Regno di Napoli, Pagina 14

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere

Autore: Nizar Fanelli Contatta »

Composta da 219 pagine.

 

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