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Gli obblighi del d.lgs 626/94: i soggetti innovativi

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11 alla cura ed alla prevenzione delle malattie 34 . Una condizione che deve sempre essere rispettata è che il trattamento sanitario, ancorché indirizzato alla tutela della salute non può essere imposto se non è volto a favorire direttamente quella del singolo che è chiamato a subirlo. Accertato che il trattamento sanitario non può essere imposto se non è in gioco anche la salute individuale, lo si può imporre quando è in gioco solo la salute individuale? La salute, secondo il primo comma dell’articolo in esame, è tutelata quale diritto del cittadino e interesse della collettività. Ma deriva da questo interesse un dovere del singolo di provvedere alla propria salute quando questa non abbia riflessi diretti su quella degli altri cittadini? La salute dell’individuo, si dice, ha ripercussioni sul benessere sociale che vanno assai oltre la possibilità di diffusione e trasmissione delle malattie: essa condiziona la produttività dell’individuo stesso e l’adempimento dei suoi doveri nell’ambito dello Stato e delle comunità minori di cui fa parte. L’individuo malato rappresenta o può rappresentare un peso per la collettività ed in alcuni casi anche un pericolo per l’incolumità e la moralità dei cittadini. La tutela della salute del singolo è dunque non 34 CARLASSARRE, L’art.32 della Costituzione ed il suo significato, in Amministrazione sanitaria, per la quale è da escludere un’assoluta libertà della legge che potrebbe intervenire “quando entri in gioco non soltanto la salute del singolo individuo come tale – anche se le condizioni psico – fisiche dei membri della comunità sono innegabilmente rilevanti per la stessa – ma solo quando sia in gioco direttamente l’interesse collettivo”. Così, dice la CARLASSARRE, cit., è senz’altro legittimo ogni intervento per prevenire e reprimere malattie contagiose, ed illegittima l’imposizione al singolo in relazione alla sua propria salute in mancanza di ripercussioni dirette sugli altri membri del corpo sociale. Un margine di incertezza – precisa però l’A. – rimane aperto a seconda di come si interpreti quel ‘direttamente?, cioè se la ripercussione debba essere immediata ovvero possa essere anche futura, ed a seconda che essa investa la generalità ovvero singoli individui. Nello stesso senso, e cioè per il collegamento della misura sanitaria all’esigenza di tutelare la salute degli altri, MORTATI, in Riv.Inf. e Mal.Prof., 1961, I, pp.1 e segg.; MERLINI, in Dem. e Dir., 1970, pp.55 e segg.. In senso contrario, ed anzi, più specificamente per la possibilità di trattamento sanitario coattivo a tutela di interessi generali diversi dalla salute collettiva, BRUSCUGLIA, Infermità mentale, part. pp.64 e segg. e ivi nota 23. Una posizione poco chiara su questo punto è quella di LESSONA in Commentario Clamandrei-Levi, I, pp.933 e segg., il quale critica l’introduzione del limite del rispetto della persona umana in quanto questo potrebbe portata a sacrificare l’interesse pubblico: «Chi può dire a priori – nota l’A. – che il grado di intensità dell’interesse pubblico non possa giungere a un punto tale da imporre il sacrificio della dignità della persona umana, sottoponendo l’individuo a trattamenti sanitari necessari per preservare l’intero corpo sociale». Analoghe ambiguità in LEGA, Diritto alla tutela della salute e PALMIERI, Tutela della salute.
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Gli obblighi del d.lgs 626/94: i soggetti innovativi

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Informazioni tesi

  Autore: Enzo Fabbri
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Luciano prof.Spagnuolo Vigorita
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 152

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