Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Gli obblighi del d.lgs 626/94: i soggetti innovativi

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

2 1.1 Il quadro normativo di riferimento Il decreto legislativo n.626/1994 si inserisce in un quadro normativo e giurisprudenziale ormai consolidato, le cui linee guida sono quelle di una tendenza alla assoluta responsabilità del datore di lavoro in materia di sicurezza, a cui fa da contrappeso una assenza di obblighi da parte del lavoratore 2 . La normativa italiana è stata ed è ancor oggi, quasi unanimemente considerata dai maggiori giuristi adeguata e moderna. Il nostro sistema si presenta tuttavia non esente da ombre sia per la grande complessità di comandi e divieti contenuti in numerose fonti della legislazione di tutela della sicurezza del lavoro a cui fa riscontro una diffusa carenza di organismi aziendali finalizzati alla prevenzione, sia per i gravi limiti dell’assetto dell’organizzazione preposta alla promozione e al controllo delle attività di prevenzione e protezione 3 . La legislazione prevenzionistica, certamente moderna ed adeguata negli anni Cinquanta, è risultata nei decenni successivi solo sul piano ideologico ed astratto garantista. In realtà, le lacune e le insufficienze della legislazione e dell’organizzazione territoriale ed aziendale, evidenziatesi e non colmate, contrariamente a quanto avvenuto in altri Paesi europei, ne hanno compromesso l’applicazione effettiva, vanificando anche gli aspetti enfatizzati 4 . L’art.2087 c.c. è stato messo in oblio per più decenni ed applicato poi solo nei casi in cui l’infortunio si era già verificato e si doveva affermare la responsabilità del datore di lavoro. La giurisprudenza non ha avuto occasione, invece, di applicarla nel suo contenuto prevenzionale, che costituisce l’essenza stessa della norma. La causa va ricercata nell’estrema ampiezza e genericità dell’obbligo previsto, che ha un alto significato e un valore irrinunciabile di tutela, se è correlato e rafforzato da corrispondenti specifiche tecniche, linee guida, istruzioni che esplicitano le misure e le cautele prevenzionali a cui possono fare riferimento datori di lavoro, organi di controllo e magistratura. Se è solo quest’ultima che ex post accerta la violazione e applica la sanzione, è ovvio che l’incertezza sul contenuto dell’obbligo e la certezza di non essere 2 In dottrina non mancano per la verità opinioni diverse e anche opposte in particolar modo da parte dei giuslavoristi. Si veda per tutti MONTUSCHI, Diritto alla salute ed organizzazione del lavoro, III Ed., Milano, 1989, in particolar modo pp.94-99 3 SALERNO, BERNARDINI (a cura di), Prevenzione e sicurezza sul lavoro, CEDAM, Padova, 1996 4 SALERNO, Insufficienze e lacune del sistema prevenzionistico italiano in Securitas, 1968

Anteprima della Tesi di Enzo Fabbri

Anteprima della tesi: Gli obblighi del d.lgs 626/94: i soggetti innovativi, Pagina 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Enzo Fabbri Contatta »

Composta da 152 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3226 click dal 21/01/2005.

 

Consultata integralmente 14 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.