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Nuove tecnologie e nuovi diritti. Democrazia, servizi, tutela degli spazi pubblici ai tempi di internet

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12 risultare rilevanti per il proprio vissuto, ma, e soprattutto, perché si vede sfumare la propria concreta possibilità di intervenire direttamente in questi mezzi nel ruolo di produttori di informazioni, cosa che viene ad essere consentita dalla bidirezionalità intrinseca di queste tecnologie 16 . Il fatto che ci si sia concentrati finora sulle forti differenze che si incontrano a livello planetario non deve farci dimenticare inoltre che anche all’interno degli stessi paesi definiti sviluppati l’accesso alle tecnologie della comunicazione, ed in special modo quello relativo alle nuove tecnologie telematiche, non è affatto un fenomeno generalizzato, per cui si potrebbe postulare anche all’interno di queste aree la presenza di due segmenti di popolazione caratterizzati dalla possibilità o meno di poter usufruire dei benefici offerti dall’esplosione del fenomeno Internet. Stando ad esempio alle cifre del Censis nell’aprile del 2000, in Italia il popolo dei navigatori non supera i 9 milioni e mezzo di individui 17 . Dati che, se da un lato confermano il fatto che il fenomeno sia in forte crescita (in settembre del 1999 gli internauti italiani erano circa 5 milioni), non possono nascondere che in Italia infine accede ad Internet meno di un sesto della popolazione totale. Se poi si prova a verificare la distribuzione nella popolazione di queste statistiche, ossia quali sono le categorie sociali che maggiormente utilizzano i nuovi media, si scopre ad esempio che gli utenti risultano essere per lo più maschi (29,4% della popolazione contro il 14% delle donne) e che in media tra chi ha meno di 35 anni ci sia il doppio di navigatori rispetto agli over 35. Ed ancora che solo il 5% del campione di anziani utilizza le nuove tecnologie 18 . 16 Citando nuovamente Rodotà possiamo trovare una conferma a quanto sostenuto: “Riflettendo su questi dati si è osservato che se i nuovi media fossero soltanto beni di consumo, le disuguaglianze ampie e crescenti potrebbero essere considerate accettabili. Essendo, invece, strumenti indispensabili per la partecipazione culturale, sociale, politica ed economica, le nuove disuguaglianze diventano un rischio reale per la democrazia”. Il passo citato è tratto da Rodotà Stefano (’97), op. cit., pag. 91. 17 Censis: sono 9 milioni e 400 mila gli internauti italiani, in La Repubblica del 9 giugno 2000. 18 A tale proposito può essere interessante citare l’idea di Philippe Breton sul perché di una tale esclusione delle fasce di popolazione anziana dall’utilizzo della rete. Ciò avverrebbe perché “il culto di Internet è un culto giovane, un culto di giovani per i giovani. È concepito come una sorta di rivoluzione permanente dove sono i giovani che determinano la direzione del movimento. Nicholas Negroponte è l’autore che approfondisce di più l’emergere di questo fenomeno: «Scorgo la stessa mentalità di decentramento in atto nella nostra società, sotto l’impulso della gioventù dell’universo digitale […] si tratti del popolo di Internet, dell’uso di Nintendo e di Sega o di capire a fondo cosa sono i microcomputer, l’importante sarà l’appartenenza non più a una categoria sociale, razziale o economica, ma alla generazione giusta. Oggi i ricchi sono i giovani, e i vecchi i diseredati» […] Leggendo alcuni articoli o dichiarazioni, è lecito chiedersi quale spazio questo «nuovo mondo» lascerà ai vecchi (agli ultra trentacinquenni). Una nostra ricerca dell’ente nazionale di previdenza per la vecchiaia rivela l’esistenza, nel campo delle nuove tecnologie dell’informazione, di un vero e proprio discorso di esclusione degli anziani, dovuto essenzialmente al culto della giovinezza su cui poggia questo settore”. Il passo citato è tratto da Breton Philippe, Le Culte de Internet. Une menace pour le le lien social?, Paris La Dècouverte, 2000, pag. 128. A loro volta le parole di Nicholas Negroponte sono tratte da, Negroponte Nicholas, Being Digital, New York Alfred A. Knopf, 1995 (trad. it. Essere digitali, Milano Sperling & Kupfer, 1995, pag. 214).
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Informazioni tesi

  Autore: Roberto Zarro
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Alessandro Rovinetti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 336

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