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Quando il sito è vincente. Il caso di Winnerland.com

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6 In tal senso i tecnomedia non incorniciano unicamente il nostro cervello e cioè le strategie di elaborazione delle informazioni, ma in modo più profondo l’intero compatto mente/corpo, cioè accanto all’aspetto logico-simbolico quello sensoriale e percettivo-motorio dell’intelligenza e quindi della conoscenza del mondo” 10 . L’idea che i media rappresentino ambienti di elaborazione delle informazioni che delimitano il nostro cervello con una struttura e un modello di interpretazione della realtà è stata descritta da De Kerckhove 11 . Partendo dalla prima legge dei media enunciata da McLuhan 12 , secondo la quale “tutti gli artefatti dell’uomo– siano linguaggi, o leggi, o idee e ipotesi, o strumenti, o abbigliamento, o computer – sono estensioni del corpo o della mente umana” 13 , lo studioso canadese sostiene che la radio, la TV, le reti (telefoniche e informatiche) modifichino, sia a livello fisiologico che a livello psicologico, l’organizzazione cerebrale ed influenzino il modo in cui classifichiamo e combiniamo l’informazione. In base a questo punto di vista è possibile definire i media come una “psico-tecnologia”, cioè come un apparato che “emula, estende, amplifica le funzioni senso- motorie, psicologiche o cognitive della mente” 14 . Tuttavia va ricordato che la comunicazione mediata è un fenomeno “immerso in contesti sociali strutturati in vari modi, contesti che a loro volta esercitano un effetto strutturante sulla comunicazione che in essi ha luogo” 15 . Occuparsi esclusivamente delle caratteristiche tecniche dei mezzi di comunicazione non deve far perdere di vista la loro irriducibile dimensione socio-simbolica. Secondo la definizione di Thompson, infatti, i media consentono di produrre, immagazzinare, trasmettere e ricevere forme simboliche. Naturalmente le proprietà e le differenze dei mezzi tecnici facilitano e delimitano differenti tipi di produzione e scambio simbolico, tuttavia i mezzi di comunicazione sono principalmente veicoli con cui l’individuo costruisce trame di significato che gli permettono di orientare il comportamento, costruire e interpretare la realtà. Pertanto, più che descrivere i media come canali che trasmettono e fanno circolare informazioni sarebbe meglio interpretarli come agenti che creano nuove forme di azione e interazione sociale. 10 Artieri Boccia G., “Società-mondo e linguaggi neomediali: la forma comunicativa e-learning”, in M. Morcellini, A.G. Pizzaleo (a cura di), Net sociology. Interazioni tra scienze sociali e Internet, cit., p. 149. 11 De Kerckhove D., Brainframes. Tecnology, mind and business, Bosch & Keuning, Utrecht, 1991 (trad. it. Brainframes. Mente, tecnologia, mercato, Baskerville, Bologna, 1993). 12 McLuhan E., Mcluhan M., Laws of media. The new science, University of Toronto Press, Toronto, 1988 (trad. it. La legge dei media. La nuova scienza, Edizioni Lavoro, Roma, 1994). 13 Ivi, p. 131. 14 Ivi, p. 22. 15 Thompson J. B., The Media and Modernity. A Social Theory of the Media, Polity Press, Cambridge, 1995; trad. it. Mezzi di comunicazione e modernità. Una teoria sociale dei media, Il Mulino, Bologna, 1998, p. 22.

Anteprima della Tesi di Marco Di Mei

Anteprima della tesi: Quando il sito è vincente. Il caso di Winnerland.com, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Marco Di Mei Contatta »

Composta da 138 pagine.

 

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