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Quando il sito è vincente. Il caso di Winnerland.com

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9 fronte a due universi separati. Il concetto di “remediazione”, proposto da Bolter e Grusin, fornisce un’utile chiave di lettura per interpretare la funzione dei media digitali. Per rimediazione si intende “la rappresentazione di un medium all'interno di un altro” 23 . Questa idea risale alla frase di McLuhan che, nell’introduzione a Understanding Media, scrive: “il contenuto di un medium è sempre un altro medium. Il contenuto della scrittura è il discorso, così come la parola scritta è il contenuto della stampa e la stampa quello del telegrafo” 24 . La tesi proposta dagli autori tiene conto di alcuni presupposti: a) la rimediazione non è una costante universale ma una pratica, situata in specifici momenti spaziali e temporali, che si è rivelata a partire dal Rinascimento, interessando prima la pittura in prospettiva e poi la fotografia, il cinema, la televisione e le altre forme di comunicazione (i computer games, la realtà virtuale, la rete, la grafica digitale); b) le tecnologie formano una rete (fisica, sociale ed economica) per cui nessun medium può svolgere la propria funzione in condizioni di isolamento; c) le tecnologie sono in perenne competizione tra loro: mentre i media digitali rimodellano quelli che li hanno preceduti, i media tradizionali cercano di incorporare alcune delle loro caratteristiche nelle proprie strutture formali e sociali. Con il termine “rimediazione” pertanto, non si intende semplicemente l’uso del contenuto di un medium all’interno di un altro medium (“riposizionamento” di genere), ma si fa riferimento a un processo di “appropriazione” di tecniche, forme e significati sociali. Secondo gli autori ogni mezzo trasforma, riadatta e introduce al suo interno le caratteristiche dei mezzi di comunicazione presenti nel sistema culturale di appartenenza. In altre parole, ogni medium fonda il suo potere di rappresentazione facendo costante riferimento a quello degli altri. Il processo di rimediazione avviene seguendo modalità, o “logiche”, inverse. La prima logica è l’immediacy (trasparenza), la seconda è l’hypermediacy (opacità). Esse rappresentano le due strade che un mezzo può percorrere per rimodellare i media che lo hanno preceduto e i suoi contemporanei. Le strategie perseguono un obiettivo comune: fornire al fruitore un livello di esperienza assimilabile a quella reale. Scrivono Bolter e Grusin: “Gli ipermedia e i media trasparenti sono manifestazioni contrapposte dello stesso desiderio: quello di oltrepassare i limiti della rappresentazione per giungere alla realtà. Questi media non cercano il reale in senso metafisico. Il reale è invece definito secondo l’esperienza dello spettatore, un’esperienza che potrebbe provocare un’immediata (e dunque) autentica risposta emotiva. Le applicazioni digitali trasparenti cercano di ottenere il reale negando coraggiosamente l’esistenza della mediazione; le applicazioni digitali ipermediali cercano il reale moltiplicando la mediazione quasi all’infinito nel tentativo di ricreare una sensazione di completezza di saturazione dell’esperienza che può essere scambiata per realtà” 25 . 23 Bolter J., Grusin R., Remediation. Understanding New Media, cit., p. 73. 24 McLuhan M., Understanding Media: the exstensions of man, McGraw-Hill, New York 1964; trad. it. Gli strumenti del comunicare. Mass media e società moderna, Net, Milano 2002. 25 Bolter J., Grusin R., Remediation. Understanding New Media, cit., trad. it. p. 79.

Anteprima della Tesi di Marco Di Mei

Anteprima della tesi: Quando il sito è vincente. Il caso di Winnerland.com, Pagina 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Marco Di Mei Contatta »

Composta da 138 pagine.

 

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