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Effetti delle zeoliti naturali sul processo di phytoremediation di terreni contaminati da zinco e piombo

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2 Esistono in letteratura vari studi che hanno messo in evidenza la capacità delle zeoliti di ridurre la mobilità di alcuni metalli pesanti, tra cui piombo e zinco, e la loro ritenzione da parte della fase solida del suolo (Chlopecka e Adriano, 1997; Chen et al., 2000; Scolari, 2001). La presente ricerca è stata finanziata nell’ambito del Piano Operativo Nazionale (PON) 2000-2006 “Ricerca Scientifica, Sviluppo Tecnologico, Alta Formazione”, Misura 1.3 – Settore Agro-industria, all’interno del progetto di ricerca “Applicazione di zeoliti naturali per lo sviluppo di tecniche agronomiche innovative e per il miglioramento della compatibilità ambientale”. In particolare la ricerca riguarda l’obiettivo realizzativo “Messa a punto di tecnologie ottimali di phytoremediation con uso di zeoliti” ed è stato promosso dal DIGITA – Università degli Studi di Cagliari in collaborazione con Progemisa S.p.A., CRAS, CNR-CSGM e UNINA-DST. L’obiettivo di questo lavoro è quello di verificare se l’utilizzo delle zeoliti come agenti ammendanti in un processo di fitostabilizzazione possa alleviare gli effetti di tossicità sulle piante dei metalli pesanti presenti nel terreno, con particolare riferimento a zinco e piombo, e ridurne la biodisponibilità e il rischio di diffusione. Si vuole verificare inoltre l’effetto delle zeoliti caricate con ammonio, rispetto a quelle non caricate, sullo sviluppo delle piante e sul processo complessivo di phytoremediation. La specie vegetale scelta per questo esperimento è la Mirabilis jalapa che, pur essendo una pianta infestante, ha un’alta produzione di biomassa e una buona resistenza al piombo, come è emerso da alcuni studi condotti da Kambhampati et al. (2001). Essi hanno dimostrato infatti come, in suoli contaminati con 3.000 ppm di piombo, la Mirabilis jalapa possa assorbire nei propri tessuti fino a 1.500 ppm. La ricerca prevede l’utilizzo di due differenti dosi di zeolite, 50 e 100 g/kg, su due terreni commerciali uguali ma contaminati artificialmente con circa 4.000 ppm di zinco o di piombo. Gli esperimenti sono condotti in doppio ed i risultati vengono confrontati con gli stessi terreni ugualmente contaminati ma senza aggiunta di zeoliti (prove di controllo). La presenza delle zeoliti non sembra produrre l’effetto sperato di immobilizzare i metalli sottraendoli alla frazione biodisponibile. In alcuni casi agevolano la crescita vegetale e in altri favoriscono l’accumulo dei metalli nei tessuti della pianta, con comportamenti differenti per lo zinco e per il piombo. La rimozione dal terreno sembra
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Informazioni tesi

  Autore: Federico Congiu
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria per l'ambiente e il territorio
  Relatore: Alessandra Carucci
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 162

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Parole chiave

ammendanti
bonifica
contaminati
fitoestrazione
fitorisanamento
fitostabilizzazione
phytoextraction
phytoremediation
phytostabilization
siti
zeoliti
zinco piombo

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