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Un Corpo Altro - Il perturbante delle trasformazioni corporee nel cinema

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11 • l’arte ha radici nel pensiero magico-animistico; • l’arte, proprio perché in grado di sottrarsi al principio di realtà, funge da difesa e da consolazione; • l’arte e il connesso giudizio estetico traggono origine dalla sensitività sessuale. L’insieme di questi punti e degli approfondimenti che richiamano sono sufficienti ad assegnare all’arte un posto di tutto riguardo tra i fenomeni indagabili dalla psicoanalisi. Avremo modo di incontrare tutti questi aspetti nel presente lavoro. Si ritiene che la nobiltà di un’opera d’arte non dovrebbe essere sacrificata sugli altari delle teorizzazioni qualunque esse siano. L’opera va ammirata e amata, tollerata o evitata, tecnicamente e formalmente conosciuta, emotivamente vissuta senza pretese di comprensione ultima. Credo che i lavori degli psicoanalisti siano rispettosi in questo senso a partire dai saggi di Freud. Quella che viene offerta è un'altra prospettiva, una delle molte possibili. Ogni osservazione ha diritto d’essere; può essere adeguata o meno, umile o presuntuosa, può ispirare ulteriori approfondimenti, passioni, clamori oppure rimanere fine a se stessa. In ogni caso è un altro punto di vista e come tale lecito e innocuo. Come un Leonardo da Vinci che, seppur leggendario, può vedere nel volto dello stesso uomo i contorni di Cristo e di Giuda, un’opera d’arte non può essere ammirata allo stesso tempo con gli occhi di critico, di storico, di uomo della strada o di psicologo? E’ una questione di punti di vista, volere le riflessioni umane estese fino al possibile. Il percorso inizia da Freud e in particolare da un suo scritto del 1919, “Das Unheimliche”.

Anteprima della Tesi di Renato Barucco

Anteprima della tesi: Un Corpo Altro - Il perturbante delle trasformazioni corporee nel cinema, Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Renato Barucco Contatta »

Composta da 149 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.