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Gli elefanti del Tarangire. Uso dell'habitat e modelli di aggregazione nella stagione delle piogge

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6 Capitolo 1 relativamente primitivo rispetto alla specializzazione della struttura dentaria. 12) Sviluppo della capacità di comunicazione tramite infrasuoni. Sembra che nei predecessori dei proboscidati si siano sviluppate prima le zanne, incisivi allungati, e successivamente la proboscide. Questi animali primitivi, anziché perfezionare gli arti per acquistare velocità nella corsa, e sfuggire alla pressione dei predatori, si incana- larono verso la robustezza e lo sviluppo delle difese dentali. Per sostenere queste e a causa del nuovo tipo di alimentazione, il cranio diventò sempre più massiccio e il collo corto e poco mobile rivestito da una potente fascia di muscoli. Non favorendo questa organizza- zione anatomica il foraggiamento, furono favorite quelle forme in cui il labbro superiore e il naso saldati assieme si sarebbero allungati fi no a dar luogo alla proboscide. Attualmente per descrivere la fi logenesi dei proboscidati si fa ricorso ad un approccio per cui vi sarebbero tre direzioni evolutive principali che corrispondono a determinati habitat. La prima direzione evolutiva risale al Paleocene e all’Oligocene, la seconda al Miocene e la terza inizia dal Miocene superiore e dura fi no all’epoca attuale. Questo tipo di approccio è più orientato verso le linee evolutive dei proboscidati e le loro origini piuttosto che verso le relazioni tra di loro. Tutti i taxa della prima radiazione, ad eccezione del Mammut ameri- canum, cambiano i denti nel modo usuale di tutti i mammiferi: verticalmente. Mammut americanum ed i proboscidati della seconda e della terza radiazione cambiano i denti in modo orizzontale, condizione conseguente all’accorciamento della mandibola che è divenuta troppo corta per “ospitare” tutti i premolari ed i molari contemporaneamente. Questo sistema a “nastro trasportatore” si sarebbe evoluto contemporaneamente ad un aumento della dimensione dei denti e del numero o della complessità delle cuspidi o delle creste trasversali. Vi furono altre due signifi cative tendenze evolutive. I proboscidati della prima “radia- zione” erano principalmente brucatori, quelli della seconda e della terza fondamental- mente pascolatori (Shoshani 1998). I primi elefanti noti risalgono al tardo Miocene inizio Pliocene. Il genere Primelephas si deve essere sviluppato nei generi Elephas, Loxodonta e Mammuthus. Un carattere unico, presente nei maschi e nelle femmine di questi generi è la ghiandola temporale sottocuta- nea, localizzata a lato della faccia e avente un orifi cio tra l’occhio e l’orecchio. Tale ghian- dola, presente sia nei maschi che nelle femmine, ha prevalentemente funzione nella comu- nicazione sociale della dominanza. Sulla base della forma e della dimensione della fossa
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Gli elefanti del Tarangire. Uso dell'habitat e modelli di aggregazione nella stagione delle piogge

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Informazioni tesi

  Autore: Simona Dogà
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Parma
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Scienze Biologiche
  Relatore: Gilberto Gandolfi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 99

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Parole chiave

behaviour
comportamento
conservation biology
ecologia tropicale
elefanti
gestione fauna
risorse del territorio
sviluppo sostenibile
uso dell'habitat
wildlife management

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