Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

La posizione delle confessioni religiose all'interno del procedimento di intesa

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

4 consentiva un controllo, da parte dello Stato, ma anche degli organi confessionali, sulla creazione di nuovi enti e sull’“accreditamento” dei ministri di culto. A parte queste considerazioni, appare chiaro che il favore manifestato dalle confessioni mirava soprattutto all’ottenimento della fiducia del regime fascista e della possibilità di influire sull’attuazione della legge in esame. Anche per la velocità con cui venne formulata non risulta che la legge sui culti ammessi sia stata in qualche modo “negoziata” con le rappresentanze dei culti. Il tentativo di arrivare ad una qualche concertazione però ci fu. In particolare da parte della Tavola valdese (come si è già ricordato il progetto di legge fu letto da Rocco al moderatore di essa durante l’intervento in cui pose alla sua attenzione il promemoria contenente richiesta di alcune garanzie), e dal Consorzio delle comunità israelitiche italiane, con il quale esisteva un confronto con il Ministero della giustizia attuato mediante la costituzione di un commissione mista 11 . Le confessioni acattoliche, che nel periodo liberale erano state rette dal “diritto comune”, si trovarono regolate da una legge “speciale”, in quanto rivolta specificamente ai culti acattolici, ma “generale”, nel senso che non teneva alcun conto della specificità delle singole confessioni. Si ribaltava in pratica la situazione presente nel Piemonte post- 1848: una legge che si ingerisce nelle problematiche interne delle confessioni, ma senza che vi sia stata una qualunque concertazione con le stesse, secondo una linea di appiattimento e di uniformazione su di un modello burocratico uguale per tutte. Lo stesso termine “acattolico” è del tutto estraneo alle confessioni cui era riferito: si tratta infatti di una terminologia derivante dal diritto canonico, non da quello statale, applicata a tutte le altre confessioni in uno sforzo di semplificazione che aveva in sé connotati discriminatori (sarebbe come definire i cattolici “papisti”, termine usato per secoli dai 11 Secondo alcuni si trattava di una sorta di intesa ante litteram.

Anteprima della Tesi di Paolo Anti

Anteprima della tesi: La posizione delle confessioni religiose all'interno del procedimento di intesa, Pagina 4

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Paolo Anti Contatta »

Composta da 216 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4568 click dal 26/01/2005.

 

Consultata integralmente 24 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.