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Fumo passivo e ambiente di lavoro: quadro medico, normativo e orientamenti giurisprudenziali

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7 CAPITOLO I Il fumo passivo Negli ultimi decenni, in tema di salute sui luoghi di lavoro, l’attenzione si è andata spostando verso fattori di nocività meno evidenti rispetto a quelli classici - questi ultimi identificati sulla base delle attrezzature utilizzate o delle sostanze impiegate -, ma più insidiosi. Il fumo passivo rientra sicuramente tra questi fattori. Per fumo passivo, detto anche ETS, Enviromental Tobacco Smoke, si intende l’inquinamento dell’ambiente da fumo di tabacco e la correlativa esposizione a questo dei non fumatori:si tratta sia del fumo rilasciato nell’ambiente dalla combustione della sigaretta ( Sidestream Smoke, corrente laterale ), sia del fumo inspirato e poi espirato dai fumatori ( Mainstream Smoke, corrente principale ). L’insieme di particelle, solide e liquide, e di composti chimici in fase gassosa che viene originata dalla combustione del tabacco rappresenta il più importante inquinante dell’aria negli ambienti chiusi, spesso privi di una sufficiente aerazione. Uno studio pubblicato sull’EPA Journal (U.S. Enviromental Protection Agency) nel 1993, dimostrò come le fonti di inquinamento tradizionalmente ritenute maggiormente responsabili dei danni alla salute delle persone, come le emissioni di industrie chimiche o degli inceneritori di rifiuti urbani, in realtà costituivano soltanto la minima parte delle sostanze nocive che un soggetto respira ed assorbe e che altre sono le sorgenti, soprattutto in ambienti “indoor”, responsabili degli inquinanti che effettivamente vengono inalati: basti pensare al monossido di carbonio e agli ossidi di azoto dai

Anteprima della Tesi di Carmen Cannavale

Anteprima della tesi: Fumo passivo e ambiente di lavoro: quadro medico, normativo e orientamenti giurisprudenziali, Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Carmen Cannavale Contatta »

Composta da 120 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.