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La condizione giuridica dello straniero nell'ordinamento italiano

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11 via “Corelli”, hanno sollevato numerose questioni di legittimità costituzionale relative alla misura del trattenimento presso i centri di permanenza temporanea. La decisione della Corte Costituzionale pronunciata con la sentenza n. 105/2001, purtroppo, non mette in discussione il sistema dell’allontanamento coattivo e l’istituzione dei CPT. L’unica nota positiva, è che viene rivista parzialmente la posizione giuridica dello straniero oggetto di un provvedimento d’espulsione (l’accompagnamento coattivo alla frontiera dello straniero destinatario di un provvedimento di espulsione è misura che incide sulla libertà personale dell’espellendo e, in quanto tale, è soggetto alla riserva di giurisdizione dettata dall’articolo 13 della Costituzione, sicché non può essere legittimamente adottata in assenza di una pronuncia giudiziaria). La nuova legge n. 189/02 sull’immigrazione chiamata “Bossi-Fini”, invece, modifica il T.U. sull’immigrazione inasprendo la disciplina dei flussi migratori. Questa legge ha reso l’esistenza degli stranieri ancora più precaria, discriminata, rispetto alla precedente legislazione (la legge 189/2002 supera la logica binaria e inserisce l’opzione “immigrazione zero” e quindi si pone come un rifiuto dell’immigrazione) accrescendo per tutti gli stranieri il rischio di cadere in una condizione di irregolarità e di clandestinità. Da testo emerge il carattere di legge manifesto fonte dell’immaginario collettivo di una percezione dell’immigrato come potenziale criminale e dell’immigrazione come problema di ordine pubblico, con la creazione di un diritto penale speciale per lo straniero “non comunitario”, con gravi violazioni dei principi costituzionali.

Anteprima della Tesi di Giuseppe Rinaldi

Anteprima della tesi: La condizione giuridica dello straniero nell'ordinamento italiano, Pagina 11

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Giuseppe Rinaldi Contatta »

Composta da 178 pagine.

 

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