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Le istituzioni politiche ed amministrative nel Regno delle Due Sicilie dal 1815 al 1860

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8 La storia 3 delle Due Sicilie cominciò nel lontano 1130 con i Normanni e il loro sovrano Ruggero II, il Regno durò 730 anni e i suoi confini restarono in pratica invariati comprendendo molti comuni con origine greca; le dinastie che si susseguirono erano di origini straniere e questo avvenne per l'oggettiva incapacità di generarne una propria, ma occorre rilevare che i loro sovrani divennero in breve dei Meridionali a tutti gli effetti, assumendone la lingua e le usanze. Ai Normanni (1130-1194), seguirono gli Svevi (1194-1266), gli Angioini (1266- 1442) e gli Aragona (1442-1503); a loro subentrarono gli Spagnoli (1503-1707) e poi gli Austriaci per solo ventisette anni (1707-1734); i più importanti sovrani delle varie casate furono nell’ordine: Ruggero II d’Altavilla, Federico II di Svevia, Carlo I d’Angiò, Alfonso I d’Aragona e il vicerè spagnolo Pedro de Toledo. Nel 1734 la Spagna rioccupò il Regno strappandolo agli Asburgo dando origine così all’era borbonica con i suoi Re Carlo (1734-1759), Ferdinando I (1759-1825), Francesco I (1825-1830), Ferdinando II (1830-1859) e Francesco II (1859-1861) 4 , interrotta solo per un decennio dai Francesi (1806-1815) con i Re Giuseppe Bonaparte (1806-1808) e Gioacchino Murat (1808-1815). Con la Restaurazione imposta dal Congresso di Vienna nel 1815, ed il riconoscimento di “Ferdinando I, Re del Regno delle Due Sicilie”, di fatto si fusero i Regni di Napoli e di Sicilia in uno solo, senza – tuttavia – riuscire a porre fine a 3 Riguardo all’origine del nome "Regno delle Due Sicilie”, sappiamo che a seguito della rivoluzione del Vespro del 1282, gli Angioini vennero scacciati dalla Sicilia. Carlo I d’Angiò, pur essendo a Napoli, continuò a definirsi "Re di Sicilia", mentre a Palermo lo stesso titolo di Re di Sicilia venne assunto da Pietro D'Aragona. Seguirono venti anni di guerre e dispute, che si conclusero con la pace di Caltabellotta del 1302. Venne stabilito che la Sicilia fosse ceduta temporaneamente a Ferdinando I d'Aragona, subentrato a Pietro nel 1285, che assunse il titolo di Re di Trinacria, mentre Carlo II d'Angiò, detto lo Zoppo, continuò a portare il titolo di Re di Sicilia. Alla morte di Ferdinando la Sicilia doveva ritornare agli Angioini. Le cose non andarono però come previsto: gli Aragonesi non lasciarono l'isola; Ferdinando venne consacrato Re da Papa Bonifacio VIII nel 1327 e continuarono a chiamarsi Re di Sicilia, titolo al quale non rinunciarono neanche gli Angioini di Napoli che continuarono a chiamarsi anche loro Re di Sicilia. Per tali motivi, fino all'8 dicembre del 1816, ci furono due Regni di Sicilia: il titolo rivendicato a Napoli e quello rivendicato a Palermo. A volte il Re era diverso, a volte unico (a seconda delle circostanze). Quando era unico il Re si proclamava Re delle Due Sicilie (utriusque Siciliae Rex), ma non del "Regno", che significava Re della Sicilia di Palermo e di quella di Napoli. Da notare che nei periodi in cui i Re furono diversi, entrambi si definirono Re di Sicilia. Questo stato di cose durò fino all'8 dicembre del 1816, data in cui Ferdinando di Borbone (III di Sicilia e IV di Napoli) firmò a Caserta un decreto con il quale cancellava i due regni e ne inventava un terzo proclamandosi "Ferdinando I , Re del Regno (uno ed uno solo) delle Due Sicilie. Questa non era una decisione estemporanea, ma il risultato delle trame internazionali a cui il Congresso di Vienna del 1815 aveva dato veste definitiva. 4 Per i profili di ciascun Re del Regno delle Due Sicilie, leggere in Appendice.

Anteprima della Tesi di Paolo Spagnuolo

Anteprima della tesi: Le istituzioni politiche ed amministrative nel Regno delle Due Sicilie dal 1815 al 1860, Pagina 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Paolo Spagnuolo Contatta »

Composta da 215 pagine.

 

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