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Comunicazione e prodotti editoriali nel mondo del calcio - I casi di Milan e Inter

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Comunicazione e prodotti editoriali nel mondo del calcio: i casi di Milan e Inter Simone Cometti 150540 1.2. IL CALCIO VERSO L’ERA MODERNA E’ notorio come si faccia abitualmente risalire al Rinascimento fiorentino l’origine più “strutturata” del moderno gioco del calcio, anche se alcuni autori sottolineano come “la parentela tra l’esercizio fiorentino e il nostro attuale svago domenicale sia assai vaga, mentre il football come oggi è praticato deriva inequivocabilmente, nello spirito e nella lettera del suo 4 regolamento, dalla pratica inglese del secolo XIX”. Ad ogni modo, è a Firenze, sotto la dinastia dei Medici che il gioco della palla raggiunge il suo massimo splendore. Tanto che più tardi il vocabolario della Crusca, stampato nel Seicento a Venezia, riporterà la celebre definizione: “E’ calcio anche nome di gioco, proprio e antico della Città di Firenze, a guisa di battaglia ordinata con una palla a vento, somigliante alla sferomachia, passata dai Greci ai Latini e dai Latini a noi”. Le partite si disputavano soprattutto in occasione di matrimoni principeschi e visite illustri, in spiazzi di cento metri per cinquanta. Due squadre di 27 giocatori ciascuna si contendevano col pugno o col, piede un pallone gonfio di aria, in una caccia violentissima e senza regole che richiama alla memoria inevitabilmente il britannico “hurling at goal”. Ma è indubbiamente all’Inghilterra che dobbiamo volgere lo sguardo per osservare la sempre più complessa strutturazione del gioco del calcio e il suo dotarsi di regole e norme che lo avvicinano progressivamente al calcio moderno. Sospinto dall’ attività sportiva dei college il gioco del calcio si diffonde in Inghilterra, conquistando un numero crescente di seguaci e appassionati e verso il 1850 era già configurato in maniera non dissimile da quella dei giorni nostri: le partite duravano sessanta minuti, l’altezza tra i pali sotto cui doveva passare la palla era stabilita in due metri, gli arbitri venivano designati a vigilare sull’osservanza delle regole concordate di volta in volta, ed era in vigore sinanche la norma del fuorigioco: il divieto per l’attaccante di giocare la palla se tra lui e la porta non si frapponevano avversari. Nel 1855 nasce la prima società calcistica del mondo, lo Sheffield Club. Il 26 ottobre del 1863, data storica per il gioco del calcio, tredici delegati in rappresentanza di undici società inglesi si riunirono a Londra, nella Taverna dei Frammassoni, per procedere ad un accordo univoco sulle regole da osservare nel gioco. I delegati si divisero in due tronconi: una fazione che voleva conservare l’uso indiscriminato delle mani e dei piedi nel trattamento della palla ed il tono violento delle competizioni medievali fondarono la Rugby Union; l’altra fazione, al contrario, che voleva escludere sia l’uso delle mani che la violenza nel contatto fisico fondò invece la Football Association. Era il memorabile battesimo del calcio moderno. Tre anni dopo la Football Association faceva disputare la prima partita ufficiale; nove anni dopo, il Kennington Oval di Londra era teatro del primo incontro internazionale della storia, quello tra Inghilterra e Scozia (spettatori 2.934, incasso 106 sterline e 1 scellino). 4 Ibidem. 6
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Informazioni tesi

  Autore: Simone Cometti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM)
  Facoltà: Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Emilio Pucci
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 217

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