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Comunicazione e prodotti editoriali nel mondo del calcio - I casi di Milan e Inter

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Comunicazione e prodotti editoriali nel mondo del calcio: i casi di Milan e Inter Simone Cometti 150540 girone unendole in un unico gruppo, unificando a parte le seconde otto classificate. Ai due girono venne dato il nome di Serie A e Serie B. Il primo campionato a girone unico nella storia del calcio italiano, quello del 1929-1930, fu disputato fra 18 squadre: Ambrosiana-Inter, Genoa, Juventus, Torino, Napoli, Roma, Bologna, Alessandria, Pro Vercelli, Brescia, Milan, Modena, Pro Patria di Busto Arsizio, Livorno, Triestina, Padova, Cremonese e Lazio. 1.3. IL SECONDO DOPOGUERRA E LA VISIONE COMMERCIALE E’ il secondo dopoguerra a segnare l’avvio del vero e proprio boom del calcio, sancendo in maniera irrevocabile il tramonto di un’èra forse più disorganizzata e frammentata ma certamente più genuina e più ispirata ai veri valori della competizione sportiva, per cedere il passo ad una visione sempre più spiccatamente mercantilistica e “commerciale” del fenomeno. Sociologicamente interessante sarebbe, ad esempio, l’approfondimento del fenomeno-Totocalcio, al quale in questa sede si può accennare solo per rapidissimi cenni. Sarà forse sufficiente ricordare che le prime “giocate” – con la costituzione della società Sisal ad opera del giornalista Massimo Della Pergola – risalgono agli anni a cavallo fra il ’42 e il ’47, mentre la legge che regolamenta la materia è la n.469 del 14 aprile 1948: in essa si affida al Coni l’esercizio della gestione del Totocalcio, ripartendo le quote introitate settimanalmente in parti proporzionali fra il montepremi, lo Stato, le ricevitorie e il Coni stesso. Il solo montepremi – pari al 48 per cento degli introiti globali – superò nella stagione 1948-1949 la somma di 5 miliardi di lire, per poi arrivare a toccare vette astronomiche sino agli anni Novanta, quando un nuovo e più potente fenomeno di “illusione collettiva” – il Superenalotto – ne avvierà una lenta ma inesorabile erosione fra i favori del pubblico. L’importante evento storico che il 4 maggio del 1949 vede l’aereo che riportava a casa la fortissima formazione del Torino – reduce da un incontro amichevole organizzato in Portogallo con il Benfica – schiantarsi sulla collina di Superga, causando la morte di 18 giocatori, due tecnici, due dirigenti, un massaggiatore, tre giornalisti e i cinque membri dell’equipaggio, segnò l’inizio di un profondo cambiamento. La fortissima spinta di “ricostruzione” della società piemontese, avviata subito dopo, sembrò infatti dare il via ad un’opera sempre più forsennata di radicamento in tutti i più forti sodalizi calcistici di quello spirito commerciale e imprenditoriale che, nel bene e nel male, avrebbe caratterizzato lo sviluppo ulteriore del fenomeno-calcio sino ai tempi nostri. Nell’estate che seguì il dramma di Superga, entrarono in vigore le nuove norme federali, che consentirono in serie A il tesseramento di tre giocatori stranieri. Come osserva Ghirelli, nel decennio a cavallo fra il ’50 e il ’60 l’ambiente calcistico si macchiò degli stessi errori della classe dirigente italiana rispetto al boom economico che il Paese visse: «anche nel football incassi, guadagni e partecipazione popolare crescono a dismisura, alimentando una sfrenata euforia, e nessuno dei responsabili si preoccupa di 8
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Informazioni tesi

  Autore: Simone Cometti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM)
  Facoltà: Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Emilio Pucci
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 217

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