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Conversazioni transatlantiche: Adrienne Monnier e Sylvia Beach nella Parigi degli anni Venti.

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12 Con questo spirito ironico ma consapevole, Sylvia conquista subito l’interesse di Adrienne, la quale non era mai uscita dall’esagono, ma nutriva una fascinazione per le lingue e gli autori stranieri. Grazie alla Beach la Monnier conobbe gli scrittori e poeti anglo-americani, i quali non erano ancora conosciuti in Francia, la stessa Beach lo riporta nelle sue memorie: “She had not read the contemporary American Writers. They were not Known at the time in France.” 12 Gli eroi e non di quella che sarà definita da Gertrude Stein la Lost Generation arriveranno a Parigi allo scoccare degli anni Venti, quando Sylvia e altre prima, come appunto la Stein, avevano già aperto la strada. Parigi infatti era una meta ambita dalle varie figure intellettuali maschili e femminili, la città venne definita con le parole di Gertrude Stein “ Paris was where the Twentieth Century was.” Culla del modernismo e della letteratura avanguardista la capitale francese era il centro di passagio e di scambio internazionale più fertile in quegli anni, carrefour di teorie e idee nuove grazie ad un passato storico e sociale che si differenziava dagli altri Stati, soprattutto dall’America, come spiega lo storico Hobsbawm: “ Diversamente dagli Stati Uniti e dagli Stati latino americani, la Repubblica francese si astenne dunque dal culto dei Padri fondatori…” 13 La Francia dunque, e soprattutto Parigi, era il luogo congeniale e adatto per la nascita e la crescita di varie pratiche culturali della contro-cultura che sbocciavano in quegli anni, Hobsbawm, riferendosi a questo processo nei primi anni del Novecento, continua dicendo “ Ogni studio sulle invenzioni culturali di questo periodo non può comunque mancare di rilevare lo sviluppo di sottoculture e pratiche subalterne autoctone che non dovevano nulla ai modelli offerti dalle classi sociali superiori- quasi certamente effetti collaterali dell’urbanizzazione e dell’emigrazione di massa…” 14 Emigrazione che per i provenienti d’oltre oceano sarà più che fruttuosa. 12 SB Shakespeare p.42 13 “…preferiva simboli di carattere più generale, evitando persino di sfruttare sui francobolli postali I temi riferiti al passato nazionale fino molto dopo il 1914. Quei simboli erano pochi: il tricolore, il monogramma (RF) e il motto (libertà, eguaglianza, fraternità) della Repubblica, la Marsigliese, nonché il simbolo stesso della Repubblica e della libertà. Possiamo inoltre notare che la Terza Repubblica manifestò scarso interesse ufficiale per le cerimonie specificatamente inventate che tanto avevano caratterizzato la Prima: gli alberi della libertà, le dee della Ragione e le relative festività.” Eric Hobsbawm, Tradizioni e genesi dell’identità di massa in Europa, in L’invenzione della Tradizione, Einaudi, Torino, 1994, p.262. 14 Id.p.295.

Anteprima della Tesi di Azzurra Lugari

Anteprima della tesi: Conversazioni transatlantiche: Adrienne Monnier e Sylvia Beach nella Parigi degli anni Venti., Pagina 11

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere Moderne

Autore: Azzurra Lugari Contatta »

Composta da 124 pagine.

 

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