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Il c.d. Approccio transnazionale al controllo delle attività delle imprese multinazionali: il fenomeno dei codici di condotta privati

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XVI successo, nella direzione della deregulation (e quindi della self-regulation) dell’attività multinazionale 28 . Il mutato contesto internazionale (scomparsa del “polo sovietico” e riforme liberiste avviate nel decennio precedente da Reagan e dalla Thatcher 29 ) rendeva, per così dire, anacronistica l’accentuazione del concetto di regolamentazione internazionale delle IMN 30 . Destino non dissimile era già toccato in sorte ad un altro codice, quello sul “transfer of technology 31 ”, negoziato in seno all’UNCTAD a partire dal 1975 ed anch’esso incapacitato ad uscire dal limbo dei progetti. Per tale codice si è addirittura avuta una contrapposizione “triangolare”, in cui la tradizionale dialettica economica PVS-paesi industrializzati era attraversata dalla polarità ideologica paesi socialisti-paesi capitalisti. Di fatto, il primo dualismo restava preponderante: i PVS, intenzionati a lanciare la ricerca scientifico-tecnologica nazionale, premevano affinché fosse vietata (o comunque limitata) l’importazione di tecnologia da parte delle imprese di proprietà straniera situate sul proprio territorio 32 ; i paesi industrializzati, invece, facevano propria una posizione marcatamente liberista. 28 Attraverso la nozione di self-regulation (auto-regolamentazione) il Business Council for Sustainable Development intendeva promuovere un’auto-disciplina del settore multinazionale mediata dai codici di condotta privati. Sul significato giuridico-economico di deregulation e sulla prossimità logico-storica tra i concetti di deregulation e self-regulation si veda infra al capitolo secondo, par. 2.1. 29 I due fattori verranno più avanti (capitolo secondo, par. 2.1) ripresi in considerazione, rappresentando le coordinate che individuano la collocazione storica del movimento dei codici di condotta privati delle IMN. 30 Per un più ampio commento critico sul definitivo fallimento del Progetto ONU di Codice di condotta per le Società Transnazionali nel corso della Conferenza delle NU di Rio sullo Sviluppo Sostenibile si veda Judith Richter, “Corporate Codes of Conduct, Regulation, Self- regulation and the Lessons from the Baby Food Case” in Multinational Monitor, July/August 2002 – VOLUME 23 – NUMBER 7&8. Si consideri, inoltre, il contributo di Erik Leaver and Courtney Villegas, “Corporate Codes of Conduct” in Bulletin (Quarterly publication by the Interhemispheric Resources Center) Numbers 47-48, October 1997. 31 TD/CODE TOT/47, 1985.
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Informazioni tesi

  Autore: Gianluca Serra
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Napoli "L'Orientale"
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Internazionali e Diplomatiche
  Relatore: Di Lieto Anna
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 231

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