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Il c.d. Approccio transnazionale al controllo delle attività delle imprese multinazionali: il fenomeno dei codici di condotta privati

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VIII Al di là dei benefici che -secondo la teoria economica- reca ai paesi ospite ed al mercato globalmente inteso 8 , la c.d. “multinazionalizzazione 9 ” dell’economia espone i talvolta precari equilibri socio-economici dei primi alle azioni unilaterali delle IMN, non di rado orchestrate in sintonia con gli stati d’origine (home countries). Il potenziale conflitto tra strategie delle IMN e obiettivi politici dei paesi in cui queste costituiscono centri secondari di attività è la cifra di un apparentemente inarrestabile processo di sgretolamento della sovranità nazionale 10 , di fronte al quale urgono rimedi efficaci. Le crepe che il terremoto della globalizzazione economica ha aperto in quel blocco marmoreo che era la sovranità statale, quale descritta (e prescritta) dal Bodin 11 , padre del diritto internazionale, necessitano di un potente cemento capace di bloccarne, o comunque rallentarne, il progressivo sfaldamento. Ma perché preoccuparsi di contrastare il deperimento della sovranità, latamente intesa come normatività, regolamentazione, capacità di controllo? 7 Alberto Oddenino, “Codici di condotta e imprese multinazionali” in Studi di diritto internazionale dell’economia, a cura di Giuseppe Porro, Torino, 1999, p. 52. 8 I paesi ospite beneficiano di un afflusso di capitali, tecnologia, risorse umane. Quanto ai vantaggi complessivi per il mercato, una più efficiente allocazione dei fattori produttivi è il dato di maggiore rilievo. 9 Per un’esplicitazione del termine si rinvia infra al capitolo primo, par. 1. 10 Oltre trent’anni fa, due studiosi di relazioni internazionali, Robert Keohane e Joseph Nye (Transnational Relations and World Politics, Cambridge, 1972) , concepirono un’intuizione destinata a fecondare la riflessione anche nell’ambito delle scienze giuridiche di taglio internazionalistico. I due politologi intuirono che l’allora ben noto processo di graduale dissoluzione degli stati-nazione verso l’alto -segnato dall’emergere di organizzazioni intergovernative e/o a vocazione federale- si accompagnava ad un analogo processo (fin lì ignorato dagli internazionalisti) di dissoluzione verso il basso della sovranità, caratterizzato dall’emergere di un vasto e complesso mondo, fatto di rapporti che tagliano i confini statali senza la mediazione dei governi: i rapporti transnazionali. Le imprese multinazionali erano, a giusta ragione, indicate come i principali attori della dimensione transnazionale, attori capaci, attraverso le loro reti e risorse, di competere con gli stati, tradizionali, e fin lì indiscussi, attori della comunità internazionale. Per maggiori dettagli si veda Riccardo Scartezzini e Paolo Rosa, Le relazioni internazionali, Roma, 1994, pp. 128-133. 11 Jean-Jacques Chevallier, Le grandi opere del pensiero politico, Bologna, 1998, cap. II (I “Sei libri della Repubblica” di Bodin), pp. 53-67.

Anteprima della Tesi di Gianluca Serra

Anteprima della tesi: Il c.d. Approccio transnazionale al controllo delle attività delle imprese multinazionali: il fenomeno dei codici di condotta privati, Pagina 3

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Gianluca Serra Contatta »

Composta da 231 pagine.

 

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