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Il c.d. Approccio transnazionale al controllo delle attività delle imprese multinazionali: il fenomeno dei codici di condotta privati

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X Senza questo opportuno “incidente filosofico”, il tema da trattare apparirebbe freddo e privo di uno slancio, per così dire, “etico 14 ”. Non si comprenderebbe la motivazione profonda di un’analisi su quei codici di condotta privati delle IMN, che, in un mondo globale di Leviatani in crisi, racchiudono -pur tra innumerevoli limiti- una non trascurabile potenzialità normativa. Senza questa precisazione, priva di fondamento apparirebbe la tanto invocata desiderabilità 15 del controllo sull’attività economica multinazionale, laddove per “controllo” non deve aprioristicamente intendersi una cieca imposizione di limiti alle IMN bensì un’intelligente azione finalizzata tanto alla minimizzazione degli effetti dannosi quanto alla massimizzazione degli effetti benefici dell’attività di investimento delle IMN. (…) “Se è nell’alveo dello Stato nazionale che i diritti si sono consolidati, e nel suo tramonto sono in certi momenti tramontati, la fase di passaggio “oltre” lo Stato sarà assai difficile, e andrebbero forse rilette quelle pagine che Carl Schmitt dedicò nella ‘Dottrina della Costituzione’ (Milano, 1984) al “temario” dei diritti, per togliere l’illusione di un loro divenire separato, nel mondo moderno, e per ricomprendere il carattere e la dimensione politica (…) che ne accompagnò l’itinerario e ne determinò il significato.” Biagio De Giovanni, L’ambigua potenza dell’Europa, Napoli, 2002, pp. 126-127. 14 Di straordinaria vivacità è il dibattito accademico sulla necessità di mettere in connessione con l’etica le delicate questioni aperte dalla globalizzazione. Per limitare a due i nomi, ricordiamo Joseph E. Stiglitz e S. Latouche. In un recente saggio pubblicato nel nostro paese in AUTORI VARI, Globalizzazione: nuove ricchezze e nuove povertà, Milano 2001, pp. 391-407, Stiglitz, portando il discorso oltre le tradizionali categorie economicistiche di interesse individuale ed efficienza, riflette, sulla dimensione morale dei processi di globalizzazione in atto, giungendo alla seguente conclusione: “il nuovo umanesimo (…) è complementare, non antitetico al freddo ragionamento economico (ed alla impersonale tecnica giuridica, aggiungiamo noi). Nel loro procedere assieme sta la maggiore promessa di un futuro ordine economico internazionale fondato sulla giustizia sociale” (p. 407). Più diretto è Latouche: “…la mondializzazione pone in termini nuovi la questione dell’etica nel capitalismo.(…) Si tratta di far entrare nella sfera dello scambio mercantile la totalità della vita…”; “…le multinazionali… non si trovano ancora di fronte né una società civile mondiale, né significativi contropoteri…”, “da ciò sorge la necessità di codici di buona condotta che, fondati su una morale universale minima da definire, s’impongano al comportamento di questi giganti, nei rapporti tra loro stessi e soprattutto verso gli altri.” (dall’intervento di S. Latouche a Milano, 5 maggio 2001, disponibile in rete http://web.tiscali.it/no-redirect- tiscali/divulgator/etica/eticapitali-eds.htm !). 15 Quella del controllo sulle IMN -nota C. D. Wallace, Legal control of the Multinational Enterprises, The Hague, 1983, p. 32- è “una questione dello stesso ordine d’importanza per il futuro del diritto internazionale quanto il controllo della forza, la soluzione pacifica delle controversie internazionali, la protezione dei diritti umani…” (traduz. nostra dall’inglese).

Anteprima della Tesi di Gianluca Serra

Anteprima della tesi: Il c.d. Approccio transnazionale al controllo delle attività delle imprese multinazionali: il fenomeno dei codici di condotta privati, Pagina 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Gianluca Serra Contatta »

Composta da 231 pagine.

 

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