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Il c.d. Approccio transnazionale al controllo delle attività delle imprese multinazionali: il fenomeno dei codici di condotta privati

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XIV coloniale, correttive delle storture del sistema internazionale degli scambi commerciali e redistributive della ricchezza mondiale. Dall’altro lato, i paesi industrializzati, sommamente preoccupati delle massicce campagne d’espropriazione e più in generale dalle pressanti rivendicazioni di piena sovranità del c.d. “gruppo dei 77 21 ”, puntavano, in quanto paesi d’origine, alla fissazione di un minimum di garanzie per l’attività delle IMN. I differenti interessi a cuore dei due gruppi di paesi trovavano il loro punto di congiunturale convergenza proprio nei codici di condotta che, nel corso di tutta la tesi, espressamente qualificheremo con l’aggettivo “internazionali”, per distinguerli dai codici di condotta privati 22 . Non tragga in errore il termine “convergenza”: la negoziazione di codici di condotta internazionali tra PVS e paesi industrializzati si è storicamente rivelata priva di successo, essendo profondamente diverso il movente di ciascuno dei due gruppi a confronto sui tavoli delle trattative 23 . Paesi prevalentemente ospite i primi, paesi in larga parte d’origine i secondi. Quelli: intenzionati a proteggere la propria sovranità dalle “invadenti” IMN; questi: desiderosi di rendere il più ampio possibile il raggio d’azione delle IMN al di fuori dei propri confini territoriali. Assertori, gli uni, del principio della libertà degli stati nel trattamento degli investimenti stranieri; sostenitori, gli altri, del principio del trattamento nazionale. La profonda disparità di vedute fra schiere di stati collocati a due diversi livelli di sviluppo economico è indubbiamente la principale causa del mancato decollo del Codice di condotta per le Società Transnazionali delle Nazioni Unite. Inconcludenti si sono, infatti, rivelati i negoziati protrattisi dal 21 Con tale dicitura fu apostrofata, alla quinta conferenza UNCTAD tenutasi a Manila (Filippine) nel 1979, la folta schiera di paesi africani, asiatici e latino-americani. 22 Sulla distinzione tra codici di condotta internazionali e privati si tornerà più avanti, al capitolo secondo, par. 1. 23 Nguyen Huu Tru, « Les codes de conduite »: un bilan, Revue de droit international publique, vol. 96, n.1, 1992, p. 45 s..

Anteprima della Tesi di Gianluca Serra

Anteprima della tesi: Il c.d. Approccio transnazionale al controllo delle attività delle imprese multinazionali: il fenomeno dei codici di condotta privati, Pagina 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Gianluca Serra Contatta »

Composta da 231 pagine.

 

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