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L'interrogatorio di polizia

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8 Le stesse ingiustificate differenze di regolamentazione sul punto del diritto di difesa, furono di nuovo richiamate dalla Corte Costituzione per fondare un’altra importante decisione, definita a suo tempo, e non a torto, come una decisione “di portata storica”. 9 Stiamo parlando della sentenza n° 86 del 2-5 luglio del 1968, 10 ossia di una decisione che proprio ai fini della nostra trattazione assume un ruolo decisivo. La Corte, in tale occasione e mutando orientamento, 11 riconobbe come quelle stesse garanzie difensive, già operanti per i riti istruttori in senso proprio, non potessero non estendersi anche alla fase c.d. della preistruttoria; di fatti, visto che ad essere compiuti in tale fase erano atti sostanzialmente istruttori, che per nulla si differenziavano (a parte certa loro sommarietà) da quelli compiuti nelle fasi successive, non si sarebbe potuta ulteriormente giustificare una disciplina diversificatrice sul punto del diritto di difesa che, appunto, si traducesse in una sopprimibilità, o quanto meno, restringibilità di detto diritto in base alla fase in cui tali atti venivano compiuti; ciò che doveva rilevare di un atto, ai fini di cui stiamo dicendo, erano, dunque, la sostanza ed il suo scopo e non la fase processuale nella quale questo veniva compiuto. Quindi, con tale sentenza, il processo di estensione in senso spaziale delle garanzie difensive, ossia, la trasposizione del modello creato dal legislatore 9 Sono parole di Conso, estratte da un articolo, Il difensore e l’interrogatorio dell’imputato, pubblicato su La Stampa del 6 luglio 1968 a primo commento della sentenza n° 86/68 della Corte Costituzionale, riportato in Arch. Pen., 1971, I, pag. 278. 10 Con tale decisione (pubblicata in Giust. Pen., 1968, III, pag. 389) furono dichiarati illegittimi costituzionalmente per contrasto con gli artt. 3-24 Cost. gli artt. 225, 232 c.p.p. nella parte in cui rendevano possibile nella fase preistruttoria il compimento di atti istruttori senza il rispetto degli artt. 390, 304-bis-ter-quater c.p.p. 11 Il riferimento è alla sentenza n° 10 del 7 febbraio 1963 (in Riv. dir. proc. pen., 1963, pag. 613), nella quale la Corte riconobbe come: “L’art. 24 Cost., in tutto il suo contenuto, si riferisce esclusivamente al giudizio e… non si estende a considerare i momenti anteriori dai quali questo trae origine.” Nella sentenza n° 86/68, la Corte, venne, invece, respingendo l’obiezione, giudicata troppo formalistica, dell’estraneità dell’istruttoria preliminare al “giudizio” di cui al 24 co. 2 Cost. e proprio perchè gli artt. 225 e 232 c.p.p. consentivano il compimento di atti “preordinati ad una pronuncia penale...”.

Anteprima della Tesi di Nicola Santolini

Anteprima della tesi: L'interrogatorio di polizia, Pagina 12

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Nicola Santolini Contatta »

Composta da 160 pagine.

 

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