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La retorica tra propaganda e pubblicità

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14 lire” 53 era uno dei tanti messaggi che caratterizzavano i manifesti elettorali. È evidente come, al di là dell’efficacia di queste strategie, all’interno del testo politico o pubblicitario ci sia un’attenta valutazione di ciò che deve caratterizzare il messaggio e soprattutto di ciò che vuole trasmettere. La retorica delle figure, dal canto suo, non è disgiunta dalla retorica argomentativa. Quest’ultima, come abbiamo visto, sembra essere però più appannaggio dei messaggi elettorali. La retorica figurale, invece, sembra appartenere più alla “logica seduttiva” 54 della pubblicità commerciale. È interessante la valutazione del Gruppo µ, per il quale la retorica non è più “ arma della dialettica”, come nel periodo classico, ma «strumento della poetica» 55 . Come abbiamo detto precedentemente, gli studiosi del Gruppo µ si rifanno alla teoria linguistica di Jakobson, focalizzandosi sulla “funzione poetica” che corrisponde per loro a quella retorica. Nel capitolo “Linguistica e poetica”, Jakobson pone una questione fondamentale estendibile al processo di creazione del testo pubblicitario 56 : « il compito fondamentale della poetica consiste nel rispondere a questa domanda: Che cosa è che fa di un messaggio verbale una opera d’arte? » 57 , ed è proprio alla funzione poetica che il Gruppo µ si riferisce, facendo corrispondere al concetto “poetico” quello “retorico”. Se per Jakobson la funzione poetica si realizza nell’analisi della struttura verbale del messaggio, per gli studiosi di Liegi 53 La particolarità del testo riguarda l’erronea applicazione della valuta. All’epoca infatti, era già entrata in vigore l’euro, ma il messaggio riportava ancora l’ammontare in lire. Probabilmente la decisione di mantenere la vecchia valuta faceva parte di una precisa strategia di comunicazione: esprimere l’ammontare in lire amplificava la quantità espressa ( “miliardi di lire” viene percepito dal cittadino in maniera diversa da “milioni di euro”). 54 Il concetto di logica seduttiva è ben descritto da Meyer per il quale è l’arma principale della pubblicità per persuadere il consumatore ( cfr. M. Meyer, La retorica, Bologna, Il Mulino, 1997). 55 Gruppo µ, op. cit., p. 14. 56 In ambito pubblicitario la creazione della parte verbale di un annuncio è affidata al copywriter, mentre la parte visiva è sviluppata dall’ art director. 57 R. Jakobson, op. cit., p. 181.

Anteprima della Tesi di Riccardo Ciunci

Anteprima della tesi: La retorica tra propaganda e pubblicità, Pagina 13

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Riccardo Ciunci Contatta »

Composta da 149 pagine.

 

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