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Radio Futuro. Tecnologie digitali e recupero della memoria. Il caso Rai-Radioscrigno

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10 logiche di marketing e che hanno nella serialità e nell’autoreferenzialità la propria cifra distintiva. E la metafora del gatto si richiama proprio ad un premio come il “Telegatto”, che sancisce l’autocelebrazione della televisione e in generale dell’industria dei media. Fin qui lo sviluppo dei media nella loro globalità. Occupiamoci, ora, della radio. A differenza dell’industria culturale italiana, essa ha una data di nascita convenzionale: 1895 7 . Nei primi, pionieristici, anni viene utilizzata come strumento di comunicazione punto-punto, soprattutto sulle navi e per le comunicazioni militari, rivelando la sua preziosità già durante la Prima guerra mondiale. Anche dopo il conflitto rimane sempre sotto il controllo dello Stato, in linea con la tradizione giuridica europea di quegli anni, e il 6 ottobre 1924 iniziano le prime trasmissioni regolari in Italia, sotto l’egida dell’Uri (Unione Radiofonica Italiana). Durante gli anni Venti, il fascismo non si curò troppo della radio, dal momento che era più impegnato a irreggimentare la stampa. Dal 1927, comunque, l’Uri cambiò denominazione in Eiar (Ente italiano audizioni radiofoniche). Il Vaticano, invece, dopo qualche iniziale diffidenza, comprese l’importanza della radio e già nel 1931 iniziarono le trasmissioni di Radio Vaticana, con un’offerta qualitativamente elevata. Negli anni Trenta il fascismo recuperò terreno, comprendendo l’importanza per il consenso al regime della voce che poteva arrivare in ogni paese. Ma gli apparecchi erano ancora troppo costosi e una reale diffusione della radio si avrà solamente durante la Seconda guerra mondiale 8 . E se fino ad allora poteva essere chiaramente inquadrata nella fase pedagogica dominata dalla strategia industriale/ideologica, proprio durante il secondo conflitto mondiale la radio comincia a rivelare la sua collocazione centrale e periferica, interna ed esterna al sistema dei media. Radio Londra e Radio Mosca, due fra le radio simbolo della lotta al nazifascismo, potevano essere captate anche nell’etere italiano e costituivano una preziosa fonte di informazioni e speranza, durante la guerra per gli italiani, costretti ad ascoltarle di nascosto per non incorrere nella repressione del regime.

Anteprima della Tesi di Gabriele Caramellino

Anteprima della tesi: Radio Futuro. Tecnologie digitali e recupero della memoria. Il caso Rai-Radioscrigno, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Gabriele Caramellino Contatta »

Composta da 152 pagine.

 

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