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Il seicentesco Theophrastus redivivus come fonte storiografica

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2 PREMESSA Studiare il Theophrastus redivivus da un punto di vista storiografico, cioè col proposito di cogliervi gli elementi di una possibile “storia della filosofia” in via di definizione “critica”, vuol dire prendere in esame tutta una serie di concetti e categorie storiografiche, quali “dossografia”, “erudizione”, “eterodossia”, “critica storica”, che se da un lato possono far apparire questo tipo di lavoro come un'analisi ante litteram, dall'altro il loro utilizzo trova la sua piena esplicazione nel modo puramente ipotetico-metodologico in cui esse verranno assunte all'interno di questa analisi. Tali procedure si giustificano infatti se vengono intese come metodi tipici di tutta una serie di lavori, ormai pienamente sviluppati in sede di storiografia filosofica, che tendono a ricercare all'interno delle opere filosofiche le tracce, i presupposti, i procedimenti sotterranei di quella pratica storiografica che troverà la sua dimensione, appunto “critica”, nella prima metà del XVIII secolo. In questo contesto un'opera come il Theophrastus redivivus, già definita summa del pensiero libertino, si presenta ricca di spunti e di interesse: basti pensare alla tradizione che ha collegato questo manoscritto anonimo all'altrettanto anonimo e misterioso Liber de tribus impostoribus o a tutta quella congerie di citazioni tratte da opere di autori antichi e rinascimentali che pongono questo scritto al vertice di quel movimento definito dal Pintard libertinage érudit. E proprio sui recentiores si è voluta qui puntare l'attenzione perché ci è sembrato l'aspetto più caratteristicamente progettuale dell'opera, nel senso di un uso, per molti versi manipolato, controcorrente e controversistico, di autori ed opere del Rinascimento, soprattutto italiano, rispetto, ed in contrasto, ad una pia philosophia tradizionale, che l'autore ha voluto trasmettere, sia pur clandestinamente, ai pochi lettori del suo manoscritto, lettori per i quali ha, per così dire, disegnato quella icon sapientis, quale proprio ideale di saggezza, con cui si chiude l'ultimo trattato di questo imponente lavoro. A motivo poi delle diverse difficoltà che pone la pratica storiografica, sarà opportuno chiarire sin da subito a quale metodo ci si è affidati nella presente ricerca. Se i problemi dell'analisi storiografica possono definirsi “circoscritti” quando si riferiscono al periodo in cui vennero stese le “storie della filosofia” del Brucker e del Deslandes - circoscritti in quanto, essendo giunta la storiografia filosofica con questi due autori al suo esito “critico”, essa aveva ormai ben chiaro il proprio progetto essenziale, cioè leggere il passato secondo la “ragione” attuale e riportare l'uno e l'altra all'unica veritas che li

Anteprima della Tesi di Antonio Perrino

Anteprima della tesi: Il seicentesco Theophrastus redivivus come fonte storiografica, Pagina 1

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Antonio Perrino Contatta »

Composta da 137 pagine.

 

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