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Il seicentesco Theophrastus redivivus come fonte storiografica

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6 Il Theophrastus redivivus (1) , manoscritto anonimo appartenente all'area di cultura del libertinismo francese (2) e la cui composizione risale quasi sicuramente al 1659 (3) , si presenta nella sua ampiezza e sistematicità «come una sintesi estrema o un compendio sistematico delle idee più radicali coltivate dalla generazione precedente» (4) . Già lo Spink, al quale si deve la riscoperta del manoscritto alla Biblioteque Nationale di Parigi (5) , notava di prima mano come «les pages de ce gros compendium contiennent déjà les principales idées et opinions de toute la ‘gauche’ du mouvement philosophique - attaques contre les religions établies, refus de considérer le Christianisme comme supérieur aux autres religions, négation de la spiritualité de l'âme, assimilation de l'homme aux bêtes - et constituent un ample réservoir de propagande anti-religieuse o les auters incrédules pouvaient puiser à volonté" (6) . Sin da queste prime battute si può vedere come, chi affronti per la prima volta la lettura di quest'opera, si trovi subito di fronte a due motivi di particolare rilievo: uno di carattere, per così dire, esterno che riguarda la composizione e la struttura del manoscritto, l'altro di carattere interno che interessa propriamente il contenuto filosofico dello stesso. La “sistematicità” del Theophrastus redivivus rimanda infatti, in prima istanza, alla grande erudizione dell'anonimo autore e che egli usa ampiamente nel riferirsi sia alla cultura del mondo classico che a quella a lui più vicina, cioè quella rinascimentale; la “propaganda antireligiosa” richiama poi tutta la tematica della critica alle religioni stabilite, «vero nucleo teorico di tutta quanta la trattazione del ‘Theophrastus’ (7) », che se da un lato collega questa opera ad una precisa linea di sviluppo di detta problematica antireligiosa, vale a dire la teoria dell'impostura delle religioni, dall'altra inserisce l'anonimo autore all'interno della vasta e generale polemica antireligiosa propria di tutto il movimento libertino, anche se è subito da notare come essa approdi nel manoscritto ad esiti apertamente ateistici e materialisti. (1) Theophrastus redivivus, edizione prima e critica, in due volumi, a cura di G. Canziani e G. Paganini, La Nuova Italia, Firenze, 1981 (ora distribuito da F. Angeli Editore, Milano, 1983). D'ora in poi l'opera verrà citata con la sigla T.R.. (2) Per la collocazione del T.R. nell'ambito della cultura francese, si veda J.S. Spink, French Free Thought from Gassendi to Voltaire, London, 1960, pp. 66-71 (trad. it. di L. Roberti Sacerdote, Il libero pensiero in Francia da Gassendi a Voltaire, Firenze, Vallecchi, 1974, pp. 77-81). (3) Per la data di composizione dell'opera cfr. la Nota storico-critica premessa all'ed. cit. del T.R.; in particolare p. LXV e segg.. (4) D. Pastine, Note al “Theophrastus redivivus”, in “Archivio di Filosofia”, 51, 1983, p. 435. (5) Del ms. esistono quattro copie sulla collazione delle quali è stata condotta l'edizione critica. Su questo punto si veda la Nota storico-critica, cit., pp. CXI-CXXII. (6) J.S. Spink, La diffusion des idees materialistes et antireligieuses au debut du XVIIe siecle: le ‘Theophrastus redivivus’, in “Revue d'histoire litteraire de la France”, 1937, p. 250. (7) Lorenzo Bianchi, Sapiente e popolo nel “Theophrastus redivivus”, in “Studi Storici”, 24, 1983, p. 162. Già in questo senso si era espresso T. Gregory nel suo fondamentale studio sul T.R.: Theophrastus redivivus. Erudizione e ateismo nel Seicento, Napoli, Morano, 1979, quando affermava che «Il punto focale di tutta la polemica del ‘Theophrastus redivivus’ è il complesso delle credenze religiose e, anzitutto, l'esistenza di Dio», p. 20.

Anteprima della Tesi di Antonio Perrino

Anteprima della tesi: Il seicentesco Theophrastus redivivus come fonte storiografica, Pagina 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Antonio Perrino Contatta »

Composta da 137 pagine.

 

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