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La libera circolazione degli sportivi

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La libera circolazione degli sportivi 3 «di attività talmente ridotte da potersi definire puramente marginali ed accessorie» (4) . Ciò che in realtà conta, e che differenzia tale libertà da quella di prestare servizi, è che vi sia un vincolo di subordinazione tra lavoratore e datore di lavoro e che si tratti di un’attività professionale di carattere continuativo. Sulla base di tali premesse, il calciatore è stato ritenuto, a livello comunitario e al pari degli altri atleti che praticano uno sport di squadra, un lavoratore subordinato, mentre agli sportivi individuali saranno applicate le norme in materia di libera prestazione di servizi (5) . Nell’ordinamento italiano, la l. 91/81 sul professionismo sportivo ha stabilito che «la prestazione a titolo oneroso dell’atleta costituisce oggetto di un contratto di lavoro subordinato» (6) . Tale legge si applica a tutti gli appartenenti alle Federazioni ed alle associazioni sportive che vi abbiano aderito. Contemporaneamente, la stessa legge ammette, in deroga a quanto stabilito precedentemente, la qualificazione degli sportivi come lavoratori autonomi, nel caso in cui «l’attività sia svolta nell’ambito di una singola manifestazione sportiva o di più manifestazioni tra loro collegate per un breve periodo di tempo; quando l’atleta non sia contrattualmente vincolato per ciò che riguarda la frequenza a sedute di preparazione o allenamento; quando la prestazione che è oggetto del contratto, pur avendo carattere continuativo, non superi 8 ore settimanali oppure 5 giorni ogni mese ovvero 30 giorni ogni anno» (7) . Bisogna, tuttavia, precisare che nel mondo dello sport non sussistono solamente prestazioni di lavoro retribuite, bensì anche rapporti svolti a titolo gratuito. La differenza tra queste due categorie di rapporti lavorativi è incentrata sulla distinzione tra lo sport professionistico e quello dilettantistico. La distinzione tra atleti professionisti e dilettanti è contenuta nell’art. 2 della l. 91/81, secondo il quale «sono sportivi professionisti gli atleti, gli allenatori, i 4 Sentenza 23 marzo 1982, causa 53/81, Levin, in Raccolta, 1982, p. 1035 ss. 5 Sentenza 14 luglio 1976, causa 13/76, Donà, in Raccolta, 1976, p. 1333 ss. 6 Art. 3 comma 1, l. 23 marzo 1981 n° 91. Per un commento a tale legge si veda GIUGNI, La qualificazione di atleta professionista, in Rivista del diritto sportivo, 1986, p. 166 ss.; DURANTI, L’attività sportiva come prestazione di lavoro, in Diritto del Lavoro, 1988, p. 699 ss.; ROTUNDI, La legge 23 marzo 1981 n° 21 ed il professionismo sportivo: genesi, effettività e prospettive future, in Rivista di diritto sportivo, 1990, p. 312 ss. 7 Art. 3, comma 2, l. 23 marzo 1981 n° 91.

Anteprima della Tesi di Emanuele Tosi

Anteprima della tesi: La libera circolazione degli sportivi, Pagina 3

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Emanuele Tosi Contatta »

Composta da 170 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.