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La poesia dello spazio. Il teatro radiofonico in Italia (1924-1974)

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19 Grazie a un iniziale supporto americano venne celermente ricostituita la rete dei trasmettitori e, dal novembre 1946, vennero bipartite le trasmissioni con un sistema di due reti, la rete Rossa e la rete Azzurra (rispettivamente per il sud e per il nord), con programmazioni diversificate e complementari, riservandosi ciascuna un tempo di autonomia locale. Nel 1947, inoltre, venne nuovamente riunito in un’unica pubblicazione il «Radiocorriere» – organo ufficiale di informazione dell’ente - dopo che, durante i convulsi anni della Resistenza, fu diviso in due diverse edizioni per il nord, edito a Torino, e il sud, pubblicato invece a Roma. Passo decisivo per il completamento di questo processo di ristrutturazione fu – sempre nel 1947 - il cambio di denominazione dell’ EIAR in RAI, senza che, comunque, si venisse a rompere in modo sostanziale l’assetto dirigenziale e la politica nei confronti dell’uso e della strumentalizzazione del mezzo. Con il netto successo elettorale del 18 aprile 1948, la Democrazia Cristiana si aggiudicò, infatti, il pieno controllo della radiodiffusione, operando, con il beneplacito della Chiesa, in netta linea di continuità con il regime precedente. Con l’istituzione del Comitato Parlamentare di «Alta Vigilanza» Politica – unica novità rispetto alla passata gestione - fu veicolato ogni messaggio ideologico che attraversava l’etere, dimostrando da subito - grazie all’azione dell’allora Ministro delle Telecomunicazioni Andreotti – una chiara e lampante consapevolezza delle potenzialità divulgative del sistema massmediale. Rigida censura, omissione di importanti notizie, pura invenzione di altre, furono i mezzi attraverso cui il partito cattolico portò avanti la propria egemonia politica e mediatica nell’arco dei decenni successivi, all’insegna dell’eterno mantenimento dei valori atti a plasmare secondo le proprie ideologie la nascente società borghese post-bellica. Tutto questo poté avvenire grazie alla complicità della settoriale e incompetente politica del ceto intellettuale di sinistra, che non si rese minimamente conto della portata del fenomeno radiofonico – inadempienza che andò a ripercuotersi anche successivamente con l’avvento televisivo - rimanendo legata a concetti e princìpi inadeguati e astratti dal reale movimento in atto nella società. Un rifiuto ideologico basato sulla

Anteprima della Tesi di Cristiano Minelli

Anteprima della tesi: La poesia dello spazio. Il teatro radiofonico in Italia (1924-1974), Pagina 15

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Cristiano Minelli Contatta »

Composta da 178 pagine.

 

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