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Il problema dello stato in Karl Marx

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5 Il primo riguarda l’economia politica classica e come essa abbia trattato e spiegato lo Stato con categorie proprie, riprese, ma criticate, dallo stesso Marx nel Capitale. Il secondo nodo invece fa riferimento alla filosofia hegeliana del diritto pubblico, la quale venne attentamente studiata e criticata, nel 1843, dal giovane Marx 2 . L’attitudine con la quale abbiamo letto il Capitale e poi la critica marxiana alla filosofia del diritto di Hegel, è stata inizialmente volta alla individuazione nelle due opere di un filo storico-logico che ricostruisse la genesi critica della forma moderna dello Stato. In questo, abbiamo volutamente tenuto separata la lettura del primo scritto da quella del secondo, poiché riteniamo che vi sia fra i due uno stacco filosofico tale da non permettere confronti ravvicinati 3 . 2 Ci riferiamo al manoscritto marxiano di critica alla filosofia statuale hegeliana (Karl Marx, Critica della filosofia statuale hegeliana, traduz. cura e commentario di R. Finelli e F.S. Trincia, Roma, Edizioni dell’Ateneo, 1983) del quale si dirà approfonditamente nel primo capitolo del presente lavoro. Possiamo però intanto dire che nel Capitale Marx farà un riferimento implicito - cioè senza citare il manoscritto - al suo lavoro giovanile di critica a Hegel affermando che “Ho criticato il lato mistificatore della dialettica hegeliana quasi trent’anni fa, quando era ancora la moda del giorno. Ma proprio mentre elaboravo il primo volume del Capitale i molesti, presuntuosi e mediocri epigoni che ora dominano nella Germania colta si compiacevano di trattare Hegel […] come un <>. Perciò mi sono professato apertamente scolaro di quel grande pensatore, e ho perfino civettato qua e là, nel capitolo sulla teoria del valore, col modo di esprimersi che gli era peculiare.” (Karl Marx, Il capitale. Critica dell’economia politica, Roma, Editori Riuniti, vol.I, 1989, pp.44-45). Il passo citato è celebre, ma l’abbiamo voluto ricordare affinché sia evidente come Marx, in fondo, non si sia mai liberato della influenza filosofica da parte di Hegel (della sua dialettica) e che non abbia mai inteso compiere quel ‘parricidio’ che spesso gli si attribuisce, interpretandolo proprio come un annullamento del rapporto filosofico con l’idealista tedesco. Certo, la critica a Hegel rimane, ma come vedremo non verrà portata da Marx alle sue estreme conseguenze; il ‘passaggio’ alla critica dell’economia politica - di cui diremo più avanti - mostrerà come Marx abbandonerà la filosofia tout court e anche l’intenzione di mettere insieme un sistema filosofico critico della speculazione hegeliana. 3 Come si vedrà in seguito, la Critica rimase un manoscritto per ragioni - spiegate dallo stesso Marx nel 1844 - che riguardavano la sua totale mancanza di forma sistematica; a differenza del Capitale (libro I) che fu invece pubblicato e ritenuto perciò soddisfacente in quanto a forma espositiva. “Certo il modo di esporre un argomento deve distinguersi formalmente dal modo di compiere l’indagine. L’indagine deve appropriarsi il materiale nei particolari, deve analizzare le sue differenti forme di sviluppo e deve rintracciarne l’interno concatenamento. Solo dopo che è stato compiuto questo lavoro, il movimento reale può essere esposto in maniera conveniente.” (K. Marx, Il capitale, cit., p. 44). I due scritti comunque non sono confrontabili neanche per il contenuto, poiché nel primo lo Stato viene presentato da un punto di vista sostanzialmente etico e nel secondo invece viene ricostruito con categorie strettamente economico-politiche.

Anteprima della Tesi di Carla Maria Fabiani

Anteprima della tesi: Il problema dello stato in Karl Marx, Pagina 2

Tesi di Laurea

Facoltà: Filosofia

Autore: Carla Maria Fabiani Contatta »

Composta da 408 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.