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Brunetto Latini - ''Tresor'' - Volgarizzamento di Bono Giamboni - Adattamento salentino

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1. La tradizione manoscritta del Tresor a. Stato degli studi La natura enciclopedica del Tresor di Brunetto Latini, il suo carattere di testo in prosa stilisticamente non marcato e dalla consistente estensione, l’impianto composito tipico di una compilazione altomedievale, basato sulla giustapposizione di fonti autorevoli e ampiamente divulgate nella cultura letteraria del XIII secolo, si prestavano, oltre che a una rapida diffusione dell’opera, a una costante espansione e ‘mobilità’ della materia che ha generato, sin nei codici più antichi, un’enorme varietà di lezioni e interpolazioni 1 . Tale varietà, che ha finora impedito persino un’esatta ricostruzione dell’originale struttura del Tresor, rappresenta una “sfida continua al principio che l’‘ipotesi di lavoro’ dell’edizione critica deve concretizzarsi in un testo che esprima una coerente razionalizzazione dei dati raccolti da un esame esaustivo della tradizione” 2 . Il piano dell’opera è esposto dall’autore nel capitolo esordiale del trattato enciclopedico, che risulta suddiviso in tre libri. Dopo una preventiva distinzione della filosofia in teorica e pratica, derivata dal commento greco di Estrazio all’Etica di Aristotele, il primo libro, che consta di 200 capitoli, svolge le materie comprese nella teorica, a sua volta suddivisa in teologia, fisica e matematica. Alla prima sono dedicati i capp. 6-98, in cui è esposta la cosmologia teologizzante (creazione del mondo, 1 Sulla natura enciclopedica del Tresor e sull’ordine ‘giustappositivo’ delle fonti attinte, che ben si adattava ad ogni genere di integrazione, cfr. A. Marigo, Lo “Speculum” ed il “Tresors”: cultura letteraria e preumanistica nelle maggiori enciclopedie del Dugento, in “Giornale storico della letteratura italiana”, LXVIII, 1916, pp. 1-42, 289-326; uno studio ormai datato ma imprescindibile per l’analisi delle fonti del Tresor e della sua tradizione manoscritta è Th. Sundby, Della vita e delle opere di Brunetto Latini, per cura di R. Renier, con app. di I. Del Lungo e A. Mussafia e due testi medievali latini, Firenze, Le Monnier, 1884. 2 P. G. Beltrami, Per il testo del Tresor: appunti sull’edizione di F. J. Carmody, in “Annali della Scuola Normale Superiore di Pisa”, Classe di Lettere e Filosofia, s. III, XVIII, 1988, pp. 961-1009, cit. p. 961; l’enorme varietà di lezioni ha indotto alcuni studiosi a riconoscere nel Tresor “un modello di enciclopedia ‘generativa’ o progettuale, aperta alla trasformazione dello scibile in atto nel pieno Duecento, rispetto alle forme ‘statiche’ dello stesso genere” e “un espandersi della materia in argomento in base all’effettivo contenuto di blocchi di capitoli, poi sussunti alle superiori finalità epistemologiche dei singoli libri” (M. Ciccuto, Tresor di Brunetto Latini, in Letteratura italiana. Le opere (vol. I: Dalle origini al 500), diretta da A. Asor Rosa, Torino, Einaudi, 1992, pp. 45-59, cit. p. 48).

Anteprima della Tesi di Laura Annalisa Lucchi

Anteprima della tesi: Brunetto Latini - ''Tresor'' - Volgarizzamento di Bono Giamboni - Adattamento salentino, Pagina 1

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Laura Annalisa Lucchi Contatta »

Composta da 936 pagine.

 

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