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Vita, morte e ''miracoli'' dell'Economia e del (sotto) Sviluppo in Campania-1860/2004

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11 Sopravvisse tuttavia, tanto era forte, il sistema bancario meridionale, basato sui grandi istituti di Napoli, Sicilia, Sardegna, attivi nel Mezzogiorno, nel Nord e all'estero. E su una vasta e complementare rete di banche territoriali. Poi di colpo - più o meno nell'ultimo decennio - tutto è imploso e precipitato, fino al collasso. Per cause diverse: per le radicali mutazioni intervenute nel sistema di aiuti di finanza pubblica, italiani ed europei; per l'occupazione "politica" dellebanche, quasi tutta degenerata, ma da quasi tutti tollerata. E per altro ancora. Non è questa la sede per processare il passato, ma per guardare al futuro. L'attuale "debancarizzazione" del Mezzogiorno è tanto sintomatica quanto problematica. Essa è insieme una prova e una causa della sua crisi. In Europa c'è una doppia costante: lo sviluppo si produce e si muove essenzialmente "per territori" e tutti i "territori" hanno proprie banche.Perché il capitale finanziario è certo necessario per lo sviluppo ma, se anche se ne dispone in quantità sufficiente, comunque da solo non basta. E' infatti il "territorio" in sé che ingloba ed esprime le conoscenze strategiche essenziali per il suo sviluppo. E' solo il "territorio", con la sua popolazione, con il suo capi tale umano che, usando il capitale finanziario, può produrre lo sviluppo. Non è così nel Mezzogiorno, unica terra d'Europa in cui le costanti sono diverse: la finanza pubblica è quasi per compensazione storica chiamata a sostituire da fuori quella privata e quella privata - quella che c'è - non è comunque propria del Mezzogiorno. Il problema non è tanto oggettivo, quanto soggettivo. Non è tanto e soltanto quanto credito si eroga ed a che prezzo. E soprattutto chi lo eroga: con quale spirito, con quale reale impegno. Non sempre, ma a volte ci si può spingere con lungimiranza oltre il gelido calcolo dei ratios. Le "leggi finanziarie" sono certo necessarie, ma da sole non sono sufficienti. A loro volta, le banche che operano nel "territorio", ma non sono del "territorio", non bastano. Nel sistema manca un altro pezzo, che non si crea e non si porta da fuori. Con promesse che creano illusioni e delusioni che portano nuove promesse. In un'eterna novena sociale. Fino a che non sarà il Mezzogiorno stesso a terminarla. Il Mezzogiorno non si può rassegnare ad avere un passato, ma non un futuro. Se ha un suo passato, può avere un suo futuro. Ed è tempo che smetta di guardare nella sua ombra. Sarebbe solo una tra le tantissime cose che si possono fare cose pratiche o cose simboliche,e queste non meno importanti di quelle, ma ripartire dal Mezzogiorno per far rinascere nel Mezzogiorno una sua banca, non è impossibile, è necessario. (Giulio Tremonti - "Il Corriere della Sera" del 11/09/2004)
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Vita, morte e ''miracoli'' dell'Economia e del (sotto) Sviluppo in Campania-1860/2004

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Informazioni tesi

  Autore: Marina Salvadore
  Tipo: Tesi di Specializzazione/Perfezionamento
Specializzazione in approfondimento storico tesi della D.R.E. Campania ''L'economia e lo sviluppo in Campania nel 2003
Anno: 2004
Docente/Relatore: Marina Salvadore
Istituito da: per la P.A. Agenzia delle Entrate D.R.E. Campania
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 135

FAQ

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Parole chiave

banche del sud
cassa del mezzogiorno
continentalizzazione e colonizzazione del sud
due sicilie
economia e sviluppo in campania
meridionalismo
mezzogiorno
primati borbonici
questione meridionale
risorgimento

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